La prima Lancia Delta HF vede la luce nel 1983; da allora la sigla identifica le versioni (stradali e non) più sportive della berlina disegnata da Giugiaro.

La Delta è uno dei modelli di maggior successo prodotti dalla Lancia; disegnata da Giugiaro, debutta sul mercato nel 1979 per sostituire la Fulvia nei listini della Casa di Chivasso. Premiata come auto dell’Anno nel 1980, la Lancia Delta si ritaglia un posto di rilievo nella storia dell’automobilismo italiano durante la seconda metà degli anni Ottanta, grazie ai successi ottenuti in ambito agonistico ed in particolare nel rally, laureandosi campione del mondo per sei anni consecutivi tra il 1987 ed il 1992.

Nel rispetto di una consolidata tradizione del marchio, la Delta viene sottoposta quasi subito a restyling ed aggiornamenti (anche) in chiave sportiva: nel 1983 debutta la prima versione “HF“. La sigla sta per “High Fidelity” e fino all’uscita di produzione del modello (1993) identificherà gli allestimenti più sportivi della Delta (sia stradali che da corsa), abbinati alle motorizzazioni di cilindrata più elevata (1.6 e 2.0).La nuova Delta HF Turbo abbina “potenza e comfort, nella tradizione delle sportive Lancia” (come recita uno spot promozionale del 1983 con Jean-Luis Trintignant protagonista) raccogliendo l’eredità della Fulvia Coupé e della Stratos.

Scheda tecnica Lancia Delta HF: versioni e motorizzazioni

Come già accennato, le versioni “HF” della Delta rappresentano gli allestimenti più sportivi della gamma; ciò vuol dire che l’elemento più caratteristico, dal punto di vista tecnico, di ogni Delta HF è la motorizzazione, oltre alla trasmissione, il tipo di trazione e il sistema di sovralimentazione.

La prima versione “sportiva” compare in concomitanza del debutto della seconda serie (1983): si tratta della Lancia Delta HF 1.6 Turbo. La linea estetica della vettura non cambia più di tanto: sulla parte sinistra della griglia anteriore viene aggiunto il logo HF (con le lettere cromate) e sulla minigonna della portiera posteriore compare la scritta “TURBO” a contrasto. Sul cofano anteriore vengono aggiunte due prese d’aria in plastica nera mentre sul padiglione posteriore trova posto uno spoiler. Gli altri elementi di novità sono il paraurti anteriore, i cristalli atermici bronzati, i rivestimenti interni in lana, il volante a quattro razze rivestito in pelle e i cerchi in lega.

Cambia, invece, la motorizzazione rispetto alla dotazione della versione d’esordio (1.3 e 1.5). Ferma restando l’architettura (4 cilindri in linea), la distribuzione ad albero a camme e l’alimentazione (benzina), il propulsore della prima HF presenta una cilindrata aumentata (1.585 cc) ed è in grado di sviluppare una potenza di 130 CV ad un regime di 5.600 giri al minuto e una coppia motrice di 191 Nm; la velocità massima è di 195 km/h mentre il tempo di accelerazione da 0 a 100 km/h è di 8.9 secondi. Questa prima versione monta un turbocompressore Garrett T3 che, a pieno regime, ruota a 120mila giri al minuto, nel momento della massima erogazione della potenza; il carburatore è un Weber a doppio corpo soffiato. Alcune soluzioni meccaniche restano invariate rispetto alla prima serie, come ad esempio le sospensioni a quattro ruote indipendenti (MacPherson), i quattro freni a disco con servofreno e il correttore di frenata

Tre anni più tardi, la stessa motorizzazione viene aggiornata con l’aggiunta dell’iniezione elettronica e un leggero aumento della cavalleria: la Lancia Delta HF 1.6 i.e. sprigiona 140 CV (con carburatore e sovralimentazione) ed è in grado di scollinare i 200 km/h di velocità di punta.

La Lancia Delta HF 2.0

Nel 1986 debutta la terza serie della prima generazione della Delta; il restyling è significativo, anche dal punto di vista estetico (da questo momento in poi alcuni allestimenti sportivi montano un doppio gruppo ottico circolare all’anteriore al posto delle lampade rettangolari allo iodio). La novità più significativa è rappresentata dall’introduzione della trazione integrale permanente; nata come versione esclusivamente stradale, la Lancia Delta HF 4WD viene ben presto destinata alla corse: gareggerà nel mondiale rally dal 1986 al 1988, prima di essere sostituita dalla Integrale.

Il sistema di trazione integrale è piuttosto sofisticato e utilizza un differenziale centrale, con giunto viscoso Ferguson, un differenziale anteriore libero e un differenziale Torsen al posteriore. La vettura si laurea campione del mondo di rally (piloti e costruttori) nel Gruppo A e nel Gruppo N.

Oltre alle quattro ruote motrici, la versione “4WD” si distingue anche per la motorizzazione potenziata: la cilindrata viene portata a 1995 cc, con conseguente aumento della potenza massima (165 CV) e della coppia motrice (285 Nm). Grazie alle consistenti modifiche al motore, anche le prestazioni risultano superiori; in particolare, la velocità massima raggiunge i 208 km/h.

Lancia Delta Hf
Fonte foto: https://www.facebook.com/Orgogliosi-delle-auto-italiane-126955533986586/?tn-str=k*F

La Delta Integrale e le varianti “Evo”

La Lancia Delta HF Integrale (prima di una lunga serie di versioni sportive) viene presentata nel 1987 al Salone dell’Auto di Francoforte; a differenza della 4WD che sostituirà, nasce per essere impiegata esclusivamente in contesti agonistici. La HF Integrale, passata alla storia anche grazie all’iconica livrea Martini, viene prodotta – fino alla definitiva uscita di produzione della prima generazione della Delta – in sei diverse versioni:

  • 2.0 Integrale 8v;
  • 2.0 Integrale 8v cat.;
  • 2.0 Integrale 16v;
  • 2.0 Integrale Evo1;
  • 2.0 Integrale Evo1 8v cat.;
  • 2.0 Integrale Evo2.

Com’è facile intuire, tutti gli allestimenti della Delta Integrale condividono le quattro ruote motrici e un propulsore a quattro cilindri in linea da 2.0 litri; nel corso degli anni la motorizzazione verrà ritoccata per raggiungere potenze sempre più elevate. La Lancia Delta HF Integrale Martini gareggia nel Gruppo A del Campionato Mondiale di Rally fino al 1993, facendo incetta di successi.

La Delta Integrale 8v (ossia 8 valvole, due per cilindro) è in grado di sviluppare una potenza massima di 185 CV a 5.300 giri al minuto (assieme ad una coppia motrice di 304 Nm disponibile già ad un regime di 2500 giri); per aumentare ulteriormente la potenza, i tecnici Lancia passano ad una distribuzione a 16 valvole (4 per cilindro) applicata sulla versione Integrale del 1989; in tal modo, il motore riesce a sviluppare 196 CV (ma perde 6 Nm di coppia): ne guadagnano le prestazioni, con la velocità di punta che raggiunge i 220 km/h.

La Integrale 16v non spicca solo per le prestazioni ma anche per i dettagli estetici: il nuovo frontale, l’assetto ribassato, i pneumatici più larghi e il cofano anteriore bombato. Le ultime versioni, le “Evo”, conservano i passaruota maggiorati e montano un motore potenziato ulteriormente che nella versione finale del 1993 raggiunge i 215 CV e spinge la Delta fino a 220 km/h.

Fonte foto: https://www.facebook.com/Orgogliosi-delle-auto-italiane-126955533986586/?tn-str=k*F

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ultimo aggiornamento: 29-01-2020


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