Maurizio Landini sulla crisi del mondo dell’auto e sulle chiusure degli stabilimenti: “Necessario fare un provvedimento straordinario e aprire una trattativa”.

Il Segretario generale della CGIL Maurizio Landini ha parlato del settore dell’auto facendo sapere di aver chiesto un incontro al Presidente del Consiglio Mario Draghi.

Auto, Landini: “Abbiamo chiesto un incontro al Presidente del Consiglio Mario Draghi”

Abbiamo chiesto un incontro al presidente del Consiglio per essere in grado di poter fare un’operazione anche di politica industriale perché le aziende, che in modo da far west hanno aperto procedure di chiusura degli stabilimenti, sono tutti nel settore automotive“, ha dichiarato Maurizio Landini parlando con i giornalisti.

La rivoluzione del mondo dell’auto

È evidente che è necessario che su quel settore si faccia un provvedimento straordinario ed allo stesso tempo si apra un tavolo di trattativa perché questo processo, sia sul piano dell’occupazione sia sul piano dell’innovazione e degli investimenti, deve gestire un processo che durerà diversi anni, quindi è chiaro che su questo noi rivendichiamo che ci sia una risposta“, ha proseguito Maurizio Landini.

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Maurizio Landini
Maurizio Landini

Landini contro le multinazionali

Chiediamo al Governo che a partire dalle vertenze più importanti convochi quei tavoli e faccia ritirare le procedure di licenziamento per poter aprire una discussione di merito. Non è accettabile non solo per i lavoratori ma anche per il nostro Paese, che multinazionali o fondi, pensino di poter agire in questo modo“, ha aggiunto il Segretario Generale della CGIL.

“Sul Green Pass noi non siamo stati contattati ufficialmente”

Landini ha poi parlato del Green Pass per i lavoratori: “Sul green pass noi non siamo stati contattati ufficialmente né dal Governo né da Confindustria, non abbiamo avuto sedi o tavoli di trattativa. L’unico incontro che abbiamo avuto è stato sulla scuola, quindi ad oggi non abbiamo avuto né convocazioni né richieste di chiarimento sulla nostra posizione“.

Come è noto, se esistono protocolli di sicurezza nel nostro Paese è perché li abbiamo conquistati e ci siamo battuti addirittura un anno e mezzo fa, abbiamo scioperato proprio perché non si può lavorare se non c’è sicurezza, quei protocolli che sono poi diventati legge e hanno garantito al Paese di reggere in questa fase difficile. Questi protocolli devono essere un elemento centrale” ha aggiunto Landini.


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