Sparatoria di Las Vegas, il killer aveva pianificato un’altra strage

Lo scorso settembre, Paddock aveva prenotato una stanza d’hotel nei pressi di un altro concerto. Nel frattempo, si indaga sul massacro di Las Vegas.

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Prima di compiere la strage al festival di musica country nella zona dei casinò di Las Vegas, sparando sulla folla dal 32esimo piano dell’hotel Mandalay Bay, Stephen Paddock aveva affittato una stanza in un altro albergo in concomitanza con un concerto tenutosi il 22-24 settembre. Nei piani del killer, dunque, c’era un altro massacro.

Secondo quanto riferito dallo sceriffo Joseph Lombardo, nell’auto dell’assassino sono stati trovati 1.600 caricatori e 22 kg di esplosivo. Paddock, che molto probabilmente voleva sopravvivere e scappare dopo il folle gesto, ha sparato per dieci minuti, dalle 22.05 alle 22.15, esplodendo anche duecento colpi all’indirizzo di un agente che stava tentando di irrompere nella sua stanza d’albergo. Sempre secondo lo sceriffo locale, il killer di Las Vegas potrebbe aver avuto uno o più complici.

Strage di Las Vegas, la compagna di Paddock all’oscuro di tutto

Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha incontrato alcuni dei cinquecento feriti della sparatoria, mentre le indagini faticano a decollare. A quanto pare, la compagna di Stephen Paddock era all’oscuro dei piani dell’uomo, che accumulava armi dal 1982: solo nel 2016 ne aveva acquistate 33, manomettendone alcune per sparare in automatico.