Lavora, naviga, esplora. Il giro del mondo con Coboat, il coworking galleggiante

L’idea è nata in Thailandia da tre nomadi digitali. Con Coboat lavori e viaggi da un luogo esotico all’altro.

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Le strade, il traffico, il grattacielo di fronte. Cosa vedete ogni giorno dalle finestre del vostro ufficio? Karsten Knorr, Gerald Schömbs e James Abbott, tre nomadi digitali, tutto tranne che scorci, ritmi e caos tipici della città. Karsten e Gerald si sono conosciuti al KoHub, uno spazio di coworking avviato da James a Koh Lanta, in Thailandia. Tra una serata e l’altra in spiaggia a sorseggiare una buona birra, i tre hanno finito per discutere di una nuova idea che potesse combinare lavoro e vela.

Mare e computer sono gli ingredienti alla base del programma Coboat, un mix di collaborazione e avventura, impegno quotidiano e relax. Si lavora, lo si fa connessi con il resto del mondo, ma al tempo stesso quel mondo lo si va a scoprire, giorno dopo giorno staccando di tanto in tanto la spina, liberando la mente. Un esperimento diventato realtà che sintetizza il proprio obiettivo in poche parole: aumentare la produttività in alto mare. Stiamo invitando la gente a unirsi in questa avventura – ha detto Abbott – e collaborare al nostro fianco“.

È proprio questo lo spirito di Coboat, creare reti, sinergie di lavoro e ampliarle senza sosta all’attracco in ogni nuova spiaggia. Lungo 82 piedi, il catamarano adattato a spazio coworking galleggiante può oggi ospitare un massimo di 20 nomadi digitali, segue un piano a tappe annuali e propone pacchetti da 100 giorni di lavoro ed esplorazione. Utilizza fonti di energia sostenibile (acqua, sole e vento) per alimentarsi e fornire quanto necessario a connessioni internet e altre tecnologie di comunicazione, e si avvale a bordo di un servizio di pasti e di altre necessità quotidiane gestito da un personale specializzato.

Tanto coworking certo, ma anche un po’ reality, se non altro perché a differenza degli spazi di condivisione tradizionali, su Coboat si vive tutti insieme, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. E così, tra un grafico e una call si può socializzare con gli altri colleghi-coinquilini, magari andando oltre la formalità, godendosi un cocktail baciati dal sole o tuffandosi per pochi minuti nell’incanto delle acque cristalline.

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Fonte foto copertina: Coboat