Lavoro accessorio: ecco le nuove regole

Lavoro accessorio, tutto quello che c’è da sapere: come funziona, vantaggi, limiti economici e le nuove regole inserite con la riforma

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La normativa relativa al lavoro accessorio ha subito nel corso degli anni diverse modifiche sino alla trasformazione avvenuta con il Jobs Act. Con l’entrata in vigore della nuova riforma del lavoro, sono state introdotte delle nuove regole che vi andremo ad illustrare.

Lavoro accessorio

Sono diverse le modifiche inserite nella normativa che disciplina il lavoro accessorio. Due sono le modifiche che maggiormente hanno cambiato il lavoro accessorio: in primis il progressivo incremento di quelli che sono i limiti economici annuali e non meno importante è stato esteso il campo di applicazione. Il lavoro accessorio può essere così richiesto ed utilizzato da qualsiasi committente per qualsiasi tipologia di attività e può impegnare qualsiasi lavoratore purché si rispettino i limiti economici annuali stabiliti dalla legge. Ecco i limiti del compenso percepito dal prestatore:

  • massimo 5.000 euro all’anno;
  • 2.000 euro per prestazioni a favore di imprenditori commerciali o professionisti;

Chi può svolgerlo?

Chi può svolgere il lavoro accessorio? Questa tipologia di lavoro può essere svolto da ogni tipo di attività e da qualsiasi soggetto sia egli disoccupato, inoccupato, lavoratore autonomo o subordinato, part-time, pensionato, studente, ecc. Importante: il lavoro accessorio può essere svolto purché siano rispettati i limiti compenso economico previsto per legge. La norma, infatti, prevede per i committenti imprenditori e/o professionisti, un limiti massimo di 5000 all’anno e le prestazioni possono essere svolte per compensi massimo di 2000 euro. Vi sono però delle ulteriori limitazioni da prendere in considerazione:

  • non è consentito il ricorso in caso di esecuzione di appalti per opere e servizi;
  • i committenti pubblici possono ricorrere alla richiesta di lavoro accessorio rispettando i vincoli previsti dalla disciplina circa il contenimento delle spese personale e dove previsto del patto di stabilità interno.

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