Lazio-Milan, l’eterna lotta tra Zeman e Capello

Lazio-Milan, con Zeman e Capello era spettacolo in campo e fuori.

In anni ormai lontani ma indimenticabile, Lazio-Milan era una partita dal gusto molto diverso da quello che ha assunto oggi, dopo esservi inesorabilmente affievolito nel corso degli anni, prima per il lento declino dei biancocelesti, poi per quello recente dei rossoneri. Oggi abbiamo di fronte due società sulla via del rilancio, ma i trofei in ballo non ci sono più e i punti in palio sembrano pesare di meno. Un tempo a rendere particolarmente interessante Lazio-Milan erano sopratutto due uomini, due grandi uomini, intenditori di calcio e allenatori con la A maiuscola: Zeman e Capello.

Quando Lazio-Milan era Zeman contro Capello e il divertimento era assicurato

Il boemo e il goriziano, sembra l’inizio di una barzelletta ma non lo è, sono stati grandi protagonisti delle sfide tra i capitolini e i rossoneri, con frecciatine ai microfoni (neanche tanto velate in realtà) e reciproche lezioni di calcio. Fabio Capello, approdato sulla panchina del Milan nel 1991, fu visto dall’alto verso il basso dai colleghi allenatori perché proveniente direttamente dal Settore Giovanile rossonero e dunque privo di quella gavetta ritenuta all’epoca sacra per la formazione di un tecnico. Tra i detrattori del goriziano c’era ovviamente anche lui, Zdenek Zeman.

Zeman
Zdenek Zeman

In difesa del proprio allenatore intervenne quasi subito un altro showman che nel calcio di oggi manca eccome, Silvio Berlusconi. Di fronte ai successi del suo Milan, il numero uno rossonero decise di recapitare un messaggio pubblico all’allora tecnico della Lazio: “A suo tempo mi ero posto un dubbio, se Zeman potesse fare l’allenatore in una grande squadra. Ora lui è giovane e ha una grande squadra, la Lazio. Il dubbio resta, ma noi ci teniamo Capello che è bravissimo e continua a vincere“. Immediata la risposta del boemo che entra in campo dopo la sfida di Champions vinta (male) dal Milan contro il discreto Casino Salisburgo: “Purtroppo ho visto la partita in tv. I milanisti non sono stati certo l’espressione migliore del calcio mondiale. Io sono un esteta, e per me questo è un pregio, anche se altri lo ritengono un difetto. Personalmente non sarei felice come Capello; è vero, ha vinto, ma giocando così ottiene solo di prolungare l’agonia del Milan“.

Poi è finalmente tempo di calcio giocato: Lazio-Milan 1995, quattro a zero secco per i biancocelesti e rossoneri con le pive nel sacco.

Lazio-Milan, la rivincita di Fabio Capello firmata Weah

La rivincita rossonera arriverà nel dicembre dello stesso anno. Ancora Lazio-Milan, stesso posto, risultato diverso. Alla vigilia della gara i due tecnici avevano annunciato un armistizio, poi il campo come al solito ci mette poco a riaccendere le ostilità. È la partita che passerà alla storia per il gran gol di Weah che al minuto ottantasei firma il gol del definitivo uno a zero per i rossoneri in casa dei biancocelesti. Gol che risulterà decisivo per la vittoria dello Scudetto del Milan.

George Weah
George Weah

Nel post-partita Zeman commenterà in questo modo, con poca sportività ma tanta onestà, il gol di Weah: “Weah ha fatto un gran gol, è un grande giocatore. Ma abbiamo sbagliato noi, perché eravamo in superiorità numerica e dovevamo sfruttarla. In azioni come quella di Weah, si doveva almeno fermarlo con un fallo. Potevamo farlo anche noi, visti tutti i falli che i milanisti hanno fatto su Casiraghi“.

ultimo aggiornamento: 07-09-2017

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