Via Quota 100, come cambiano le pensioni dal 2022

Via Quota 100, come cambiano le pensioni dal 2022

Le ipotesi per superare Quota 100. Governo al lavoro con i sindacati per la riforma pensionistica.

ROMA – Il Governo nei prossimi giorni si incontrerà con i sindacati per iniziare a valutare la nuova riforma pensionistica. Sono diverse le ipotesi sul tavolo per superare Quota 100.

La riforma del sistema pensionistico è stato annunciato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in occasione del suo intervento al Forum dell’Economia 2020, quando ha dichiarato che il rinnovo di quota 100 non è all’ordine del giorno.

Un percorso che si preannuncia ricco di ostacoli da superare visto che il Centrodestra è pronto ad opporsi all’esecutivo, come confermato da Matteo Salvini, che ha fatto sapere di essere pronto a battersi per difendere la misura fortemente voluta dalla Lega per superare la Legge Fornero.

fonte foto https://www.facebook.com/INPS.PerLaFamiglia/

Pensioni anticipate con penalizzazioni

Una delle ipotesi al vaglio del governo è quella che prevede un pensionamento anticipato ma con penalizzazioni. Si andrebbe in pensione tra i 63 e i 64 anni con 38 o 39 anni di contributi e con l’introduzioni di penalizzazioni legate al calcolo contributivo.

Opzione donna

L’altra questione al vaglio del Governo è anche l’opzione donna. I sindacati chiedono la conferma anche per il 2021 e non si esclude che il governo possa accogliere la richiesta.

Ape Sociale

Sempre dai sindacati arriva l’invio a confermare anche l’Ape sociale, magari rivedendo anche i parametri di accesso per ampliare la platea di beneficiari, che sono i lavoratori che svolgono lavori usuranti o rischiosi. Non è da escludere che possano essere inseriti nella lista degli aventi diritto anche persone che lavorano a stretto contatto con l’emergenza coronavirus.

La quota 41

L’ipotesi, avanzata da Il Messaggero, è quello di superare l’attuale sistema pensionistico con quota 41. Idea condivisa dai sindacati che da sempre ribadiscono la necessità di far andare in pensione chi ha 41 anni di contributi a prescindere dall’età.

Una strada che sembra convincere in parte il Governo. Uno studio, infatti, ha previsto che un passaggio a quota 41 porterebbe ad una spesa di 12 miliardi di euro già dal primo anno. Una cifra sicuramente alta soprattutto se si pensa al periodo che si sta attraversando con la pandemia.

Soldi euro

Quota 102

La seconda ipotesi al vaglio del Governo è quella di quota 102, con 64 anni di età anagrafica e 38 di contributi. Con questa misura si avrà una riduzione minima dell’importo per i minori anni di contribuzione rispetto al’uscita tradizionale.

Il confronto con i sindacati

Il confronto con i sindacati inizierà nelle prossime settimane. Si tratta di un cammino lungo per cercare di arrivare ad una soluzione entro il 2021, anno che vedrà l’addio definitivo a Quota 100.

L’ipotesi più probabile sembra essere quella di Quota 41 anche se si tratta di una proposta che convince in parte l’esecutivo per i costi. Un percorso che si prevede ad ostacoli visto che da parte delle opposizioni è stato ribadito in più di un’occasione il loro no alla nuova riforma pensionistica.