Una delle banche italiane salvate dal tracollo alcuni anni fa

Le obbligazioni Banca Marche fino a pochi anni fa erano tra i titoli più pericolosi nel nostro mercato finanziario. Oggi non ci sono obbligazioni in vendita.

Sfiorato alcuni anni fa un danno finanziario enorme

Il crac della Banca Marche, verificatosi a cavallo tra il 2014 e il 2015 coinvolse ai tempi un numero enorme di obbligazionisti e di azionisti che videro completamente annullati i propri crediti a causa di un crollo finanziario dell’istituto che sembrava inevitabile.

A seguito del decreto salvabanche e di complesse trattative con l’Unione Europea a Bruxelles il peggio fu scampato e la Banca Marche non fallì.

Un Fondo di Solidarietà fu messo in funzione per rimborsare le obbligazioni subordinate acquisite da circa 1300 azionisti che, presentando domanda entro il 3 Gennaio 2017 e rientrando in un preciso range di reddito pro capite, potevano sperare in un rimborso dell’80% rispetto all’investimento iniziale.

Le obbligazioni della Banca Marche

Attualmente non sono collocate obbligazioni emesse dalla Banca Marche. Le ultime obbligazioni, emesse nel 2011, giungeranno a scadenza nel 2018.

Probabili in futuro nuove collocazioni di obbligazioni a tasso fisso, variabile, zero coupon, taso step up, indicizzate e subordinate.

Per rimanere aggiornati sulle collocazioni di nuovi titoli emessi dalla Banca Marche è possibile consultare la pagina dedicata alla finanza personale, nella quale c’è una sezione dedicata proprio ai titoli obbligazionari.

Stando a dati riportati sul Sole 24 Ore alla fine del 2015, quando non solo la Banca Marche, ma anche la Banca Etruria, la Carife e la Cari Chieti furono salvate, la situazione finanziaria delle nuove banche di dimostrò solida e rassicurante per investimenti futuri.

Attualmente le banche in questione godono di rating perfettamente ragionevoli e offriranno anche in futuro fattori di rischio piuttosto ridotti, guadagnandosi probabilmente in maniera costante una valutazione di tipo “B” da parte delle agenzie di rating. Tale valutazione indica l’emittente come abbastanza affidabile, in grado di emettere titoli soggetti a un fattore di rischio ragionevole ma non pericoloso.

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