Perché e quando investire in obbligazioni ad alto rischio come le BBB

Le obbligazioni con rating BBB convengono davvero? Si tratta di obbligazioni ritenute al limite del rischio accettabile.

Orientarsi nel rating espresso dalle agenzie specializzate

Il rating, ovvero l’indice di affidabilità di un emittente è un valore fondamentale da tener presente nel momento in cui si stabilisce di investire il proprio denaro in titoli obbligazionari.

Le agenzie di rating (le maggiori al mondo sono 3: Moody’s, Fitch, Standard & Poor) si occupano di fornire una valutazione il più possibile affidabile della solvibilità di un ente emittente al fine di rendere più facili e consapevoli le scelte degli investitori.

Ogni agenzia di rating ha elaborato una propria specifica scala che va da un massima di AAA a un minimo di DDD (una valutazione riservata a quegli emittenti che risultano in evidente stato di insolvenza) ma, in generale, sono tutte più o meno unanimi nell’esprimere un giudizio sui vari emittenti.

Salendo lungo tale scala di valutazione la sicurezza dell’investimento aumenta ma decrescono di pari passo gli introiti assicurati dal tasso di interesse espresso dai titoli. Di contro, più un titolo è rischioso (da BBB a DDD) più alti saranno gli introiti assicurati dalle loro cedole.

Le obbligazioni con rating BBB: investimenti di livello minore

I rating espressi dalle sigle BBB+, BBB e BBB-, rappresentano investimenti ti livello peggiore rispetto a quelli etichettati con rating di tipo A. Il fattore di rischio intrinseco in questo tipo di investimenti è considerato ancora accettabile, così come accettabili sono considerati il livello di qualità e liquidabilità dell’attivo. Naturalmente rispetto a investimenti con rating superiore questi titoli sono emessi da enti con una minore capacità di copertura del debito. 

Le obbligazioni con rating BBB garantiscono la restituzione del capitale e il pagamento puntuale di interessi sul medio termine, ma non forniscono alcuna assicurazione sul lungo termine. Le valutazioni espresse dalle agenzie di rating, per quanto affidabili e documentate non possono essere considerate infallibili in assoluto. Emblematico fu il caso Parmalat: l’azienda veniva valutata BBB dalle agenzie di rating fino a pochi giorni prima della dichiarazione del suo fallimento.

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