Le richieste (inesaudite) di Meloni all’Ue

Le richieste (inesaudite) di Meloni all’Ue

Nel primo incontro a Bruxelles con i vertici delle istituzioni europee Giorgia Meloni ha messo in chiaro le richieste del governo italiano.

Come promesso Giorgia Meloni ha voluto far sentire “forte la voce dell’Italia” e portare a Bruxelles la sua “idea di Europa”. La premier ha le idee chiare in testa e le porta alla presidente von der Leyen, alla presidente Metsola e al presidente Michel. Le richieste della presidente del Consiglio però sono abbastanza complesse per questo non ha trovato subito l’entusiasmo degli interlocutori.

Quello che ha chiesto la premier è un aiuto sulle bollette, con titoli di debito europei poi modifiche al Pnrr secondo le nuove esigenze vista la crisi energetica e maggiore protezione dei confini nazionali. Una prima visita di conoscenza ma che ha portato la premier a mettere sul tavolo già le prime richieste. Come ha commentato la stessa premier, ha trovato orecchie disponibili all’ascolto ed è stato un incontro di cui è molto soddisfatta.

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Cosa ha chiesto la premier ai vertici europei

Alcune richieste però si scontrano con gli interessi della Germania, soprattutto in materia di immigrazione e confini. Berlino ha già ammonito l’Italia di salvare i migranti in mare. Il governo Meloni chiede, come il suo predecessore, il price cap sul gas. Poi Meloni ha chiesto liquidità per la prossima legge di bilancio e un appoggio per la riforma del patto di stabilità che sarà un cammino molto lungo che dovrà passare dalla Commissione al vaglio dei paesi membri. I vertici Ue hanno messo le cose in chiaro dicendo che «La linea di fondo al momento non può cambiare».

La premier però ha detto che «È stata una discussione franca», con i vertici che hanno posto i paletti riguardo alcune tematiche complesse come le modifiche sostanziali al Pnrr che al momento sarebbero pericolose. Anche sulla questione migratoria Bruxelles pone la necessità prima di tutto di salvare le vite. Mentre per altri fondi purtroppo i governi devono farsi bastare quelli che hanno. Una serie di no raccontati da Repubblica nel retroscena di questo primo incontro a Bruxelles.

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