Tutti con Lega e M5s: un’Italia senza opposizione

In Italia l’opposizione non regge: il paese è diviso in due, Movimento Cinque Stelle o Lega. Fuori da queste due forze politiche mancano idee ed esponenti di spicco.

I sondaggi parlano chiaro: in Italia  la popolazione è divisa di fatto in due tra Lega e Movimento Cinque Stelle. Sono poche le persone che voterebbero coscientemente per una nuova esperienza di governo condiviso, e proprio per questo motivo ogni provvedimento e ogni dichiarazione di Luigi Di Maio e di Matteo Salvini hanno il sapore della campagna elettorale.

Lega o Movimento 5 Stelle: in Italia non c’è opposizione

Out Out, gialla o verde: così sarà l’Italia in futuro, salvo colpi di scena ovviamente. Lega e MoVimento si rispondono colpo su colpo, proposta dopo proposta, provvedimento dopo provvedimento, il tutto mentre l’opposizione tace (vedi Silvio Berlusconi) e sbaglia, come nel caso del Pd sugli indennizzi del decreto dignità, un clamoroso autogol che ha regalato ai pentastellati una nuova manciata di voti.

L’impressione è all’opposizione manchino personalità di spicco. L’era berlusconiana sembra ormai giunta al capolinea, mentre quella di Maurizio Martina sembra destinata a non decollare. Troppi i conflitti interni al Pd, troppi i dubbi sulla strada da intraprendere, immenso il gap con le prime due forze del paese che intanto si contendono il primato andando ad attingere proprio all’elettorato dei partiti di opposizione che diventano così sempre più piccoli e meno influenti.

Maurizio Martina
Maurizio Martina, segretario reggente del PD (fonte foto https://www.facebook.com/maumartina/)

La coalizione di Centrodestra e le ultime speranze di pluralismo

L’unica speranza, flebile in realtà, continua a nutrirla la coalizione di Centrodestra. Se Salvini dovesse mantenere fede alla parola data e continuare il suo cammino all’interno dell’alleanza, il Centrodestra si ritroverebbe in testa alle urne e con il premio di maggioranza in tasca per quanto riguarda il Parlamento. Ad oggi sembra difficile però che Salvini possa decidere di accontentarsi di un ruolo da comprimario.

Vuole la guida del paese e la vuole in esclusiva, a coronamento del gran lavoro fatto in questi anni alla guida della Lega. E l’unico ostacolo al suo progetto è rappresentato al momento da poche migliaia di persone che regalano il primato al Movimento Cinque Stelle. A fare la differenza potrebbe essere il decreto dignità. Se dovesse portare i risultati sperati da Di Maio, il MoVimento vincerebbe la battaglia e la guerra. Se il provvedimento dovesse rivelarsi un passo falso, allora le chiavi del paese andrebbero nelle mani di Salvini.

fonte foto https://www.facebook.com/maumartina/

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ultimo aggiornamento: 25-07-2018

Nicolò Olia

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