Legge elettorale, no del Pd all’Italicum bis. Berlusconi perplesso

Il Partito Democratico ha ritirato il sostegno all’ipotesi di Legge elettorale disegnata dal relatore Mazziotti, puntando al modello tedesco. Forza Italia non nasconde le proprie perplessità.

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ROMA – “Noi proponiamo come testo base uno che si basa sul 50% di maggioritario e collegi e 50% di proporzionale“. Con queste Emanuele Fiano, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Affari Costituzionali ha annunciato il no del partito di maggioranza alla proposta di Legge elettorale confezionata dal relatore Andrea Mazziotti, ribattezzata Italicum bis. In sostanza, si sarebbe estesa la legge elettorale della Camera dei Deputati al Senato della Repubblica. Al testo si erano detti contrari anche la Lega Nord e i centristi di Ala.

Rilancio sul modello tedesco

Con la decisione del Pd, i tempi dell’approvazione di una nuova legge elettorale si fanno più lunghi. Il Partito Democratico punta chiaramente al modello tedesco, metà maggioritario, metà proporzionale: una Mattarellum rivisitato con aumento della quota proporzionale. A questa proposta si sono detti favorevoli Lega, Ala, Svp e Dirlt: in tutto, 26 membri su 49 della Commissione. A favore del testo Mazziotti si sono espressi favorevolmente il Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Azione Popolare. Mazziotti ha così ritirato la propria proposta: “Non ho intenzione di andare avanti con un testo contro il partito di maggioranza relativa, non sono un incosciente“.

Sviluppi futuri

A questo punto, si apre la questione circa il ruolo del relatore per la legge elettorale. Il Pd punta a un nome nuovo mentre le opposizioni confermano Mazziotti. Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha così commentato lo strappo del partito di maggioranza: “Sono perplesso dalla proposta unilaterale del Pd di un ‘finto modello tedesco’. Servono senso di responsabilità ed equilibrio da parte di tutti. Forza Italia – aggiunge Berlusconi – non ha mai cambiato idea: chiediamo un sistema elettorale proporzionale (con eventuale premio di maggioranza alla coalizione che raggiunge il 40%), e con un modo serio e trasparente di assicurare il rapporto fra elettori ed eletti, escludendo quindi il voto di preferenza“.