Tragedia Rigopiano, l’ex capo della Mobile di Pescara si scusa con i parenti delle vittime

Tragedia Rigopiano, l’ex capo della Mobile di Pescara si scusa con i parenti delle vittime

La lettera dell’ex capo della Mobile di Pescara ai parenti delle vittime di Rigopiano: “Voglio chiedere scusa come uomo delle istituzioni”.

ROMA – L’ex capo della Mobile di Pescara ha inviato una lettera ai parenti delle vittime di Rigopiano per chiedere “scusa come uomo delle istituzioni per le disgustose ed assurde vicende che voi, familiari delle vittime di Rigopiano, siete da tempo costretti a vivere, in preda ad un crescente sgomento“.

La missiva, come precisato dall’Ansa, è stata inviata a metà dicembre al Comitato dopo gli sviluppi della sua denuncia che ha portato all’iscrizione sul registro degli indagati di 4 carabinieri.

Rigopiano, gli sviluppi dell’indagine

L’indagine sulla tragedia di Rigopiano non è terminata e nelle prossime ore ci potrebbero essere importanti sviluppi. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, sul registro degli indagati è stato iscritto anche il tenente colonnello Massimiliano Di Pietro.

Il militare sarebbe finito nel mirino degli inquirenti per la gestione delle telefonate del cameriere alla Prefettura ma il reato resta top secret. Nessuna conferma da parte dell’Arma di Pescara che ha ribadito il proprio la propria tranquillità dopo gli ultimi aggiornamenti. Nelle prossime settimane molto probabilmente ci saranno delle importanti novità con i familiari delle vittime che aspettano giustizia per i propri parenti.

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La posizione del tenente colonello Massimiliano Di Pietro

La posizione del colonello Di Pietro non è ancora chiara. Alcune indiscrezioni parlano di un’iscrizione sul registro degli indagati come atto dovuto per formalizzare le sue dichiarazioni. L’ufficiale, infatti, avrebbe chiesto di essere ascoltato alla presenza dei pm.

Una mossa che quindi avrebbe portato il militare a finire tra le persone indagate per la tragedia di Rigopiano. Nelle prossime ore possibile l’interrogatorio anche se la Procura di Pescara preferisce mantenere il massimo riserbo sulle novità del fascicolo. Anche se presto dovrebbero essere emessi le prime notifiche da parte dei magistrati.

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