LeU, Grasso apre ai 5 stelle. Ma la Boldrini attacca Di Maio

A pochi giorni dalle elezioni del 4 marzo, i vertici di Liberi e Uguali si spaccano su una possibile alleanza con i 5 stelle.

Grasso apre ai 5 stelle. La Boldrini no. C’è una spaccatura nei vertici di Liberi e Uguali. Su un punto però tutti sono d’accordo: mai accordi con Berlusconi e Renzi. Ai microfoni di Repubblica, Pietro Grasso ha così parlato del leader di Forza Italia: “Gli italiani non hanno memoria, dovrebbe colpire che il suo impegno di 17 anni fa non è stato poi rispettato e onorato. Mi ha poi impressionato la pacificazione fiscale proposta da Berlusconi. Un condono che rientra nelle caratteristiche del personaggio, che cerca di cancellare il passato illegale. Condono vuol dire mettere un bollo sull’illegalità È una cosa contraria al mio modo di vedere. Berlusconi inoltre non è candidabile, ma il suo nome è nel simbolo. Una cosa inopportuna che non doveva essere consentita, ma non c’è una legge che lo vieta“.

Grasso attacca Renzi e il Pd

Non solo Forza Italia. Nel mirino del presidente del Senato, anche Renzi e il proprio partito: “In cinque anni il Paese è cambiato, ho visto perdere sempre di più i valori della sinistra. Mi sono rimesso in gioco dopo 43 anni in magistratura perché ci sono ancora delle sfide da portare avanti, bisogna battersi per difendere valori come la tolleranza, l’uguaglianza, la solidarietà. Il voto utile il Pd lochiede a Berlusconi, che poi farà un governo assieme a Renzi. Ma le nozze d’interesse fra centrodestra e Pd porteranno presto al divorzio. Un voto a LeU avvicina Salvini al governo? Si tratta di speculazione da campagna elettorale fatta da Renzi“.

LeU e i 5 stelle

Meno duro invece Pietro Grasso sui 5 stelle: “Il Movimento è ondivago, è in una fase di mutazione genetica. Ma non ci sono pregiudiziali, quelle le abbiamo solo nei confronti della destra. Se ci fossero le condizioni per cui le loro proposte corrispondono ai nostri valori e principi, perché non potremmo sostenerle?“. Ma la presidente della Camera, Laura Boldrini, non sembra d’accordo col proprio leader, come fatto intendere da un tweet ironico sul caso rimborsi: “A Di Maio hanno ritirato la patente dell’onesta. Come farebbe a tenere sotto controllo il bilancio dello Stato se non riesce a garantire la contabilità dei suoi parlamentari?“.

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ultimo aggiornamento: 16-02-2018

Mauro Abbate

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