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Uccisione di cani randagi a Tecámac scuote il Messico
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L’ex sindaca di Tecámac indagata per l’uccisione di 10.000 cani randagi in Messico

Un cane randagio seduto in un prato.

Messico, l’uccisione di massa di diecimila cani randagi a Tecámac: implicazioni legali, morali e culturali che scuotono il Paese.

Nella città di Tecámac, situata nello Stato del Messico, è emerso un caso che ha sollevato un’ondata di indignazione e proteste. L’ex sindaca della città, Mariela Gutiérrez Escalante, è al centro di un’inchiesta giudiziaria per il presunto sterminio di diecimila cani randagi, avvenuto tra il 2019 e il 2024. La notizia è venuta alla ribalta grazie a un video diventato virale sui social media, mostrando un confronto serrato tra la politica e giornalisti, sostenuti dall’Agenzia per la Protezione Ambientale (PROPAEM). Le immagini hanno catturato l’attenzione pubblica, scatenando reazioni forti nei confronti della gestione degli animali randagi.

Un cane randagio seduto in un prato.
Un cane randagio in seduto tra il verde di un prato. – newsmondo.it

Accuse di maltrattamento e difesa della salute pubblica

Mariela Gutiérrez Escalante si trova ora incriminata per maltrattamento di animali, rischiando fino a sei anni di carcere. Durante una conferenza stampa, ha cercato di giustificare le proprie azioni, dichiarando che l’eutanasia di massa fosse una misura necessaria per preservare la salute pubblica e la sicurezza dei cittadini. Ha mostrato fotografie di ferite da morso per sostenere la sua posizione, ma le sue giustificazioni non sembrano sufficienti a placare l’indignazione pubblica e le accuse legali. Secondo i residenti, molti dei cani uccisi erano considerati parte integrante delle comunità locali, spesso accuditi dai quartieri stessi. La scomparsa di questi animali ha sollevato dubbi sulla natura pianificata di quella che è stata definita una vera e propria “pulizia etnica canina”.

Implicazioni culturali e legali della gestione del randagismo

Il caso di Tecámac solleva interrogativi profondi sulla gestione del randagismo in Messico, un Paese dove i cani non sono solo animali da compagnia, ma simboli culturali di lunga tradizione. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica (INEGI), il 70% delle famiglie messicane possiede un animale domestico, con circa 43,8 milioni di cani nel Paese. Tuttavia, il fenomeno dei “cani di strada” rimane un problema irrisolto, aggravato dall’alto tasso di abbandoni e dalla mancanza di un censimento ufficiale. Il cane Xoloitzcuintle, ad esempio, è storicamente considerato una guida spirituale nella cosmogonia locale. Questo rende ancora più complesso il dibattito attorno alla gestione degli animali randagi. Mentre le indagini continuano, il caso è diventato un simbolo della lotta tra una visione amministrativa che vede gli animali come un problema di “ordine pubblico” e una società civile che chiede prevenzione e rispetto per la vita degli animali.

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ultimo aggiornamento: 30 Aprile 2026 17:42

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