Liberati i due giornalisti di Report fermati mercoledì scorso in Congo

Liberati i due giornalisti di Report fermati dalla polizia del Congo nel corso di un’inchiesta su presunte tangenti dell’Eni

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È finiti l’incubo per i due giornalisti di Report fermati mercoledì scorso in Congo, dove si erano recati per svolgere un’inchiesta su una presunta serie di tangenti dell’Eni ai danni della Nigeria. Dopo aver intervistato l’imprenditore italiano Fabio Ottonello, i due reporter sono stati prelevati dal loro albergo dagli uomini del servizio di sicurezza e trasportati, come sembra dalle prime ricostruzioni, nella sede della Direzione della Sorveglianza del territorio, dove sono stati tenuti in una stanza dalle dimensioni ridotte. La motivazione ufficiale del fermo era che i due (Luca Chianca e Paolo Palermo) fossero sprovvisti del visto giornalistico.

I due inviati – ha poi fatto sapere Report tramite il proprio sito web – erano stati arrestati dai servizi di sicurezza congolesi dopo aver effettuato un’intervista all’imprenditore Fabio Ottonello, che secondo l’ex dirigente Eni Vincenzo Armanna, avrebbe messo a disposizione un aereo privato per il trasporto di parte della tangente in svizzera.

La notizia del fermo era stata tenuta segreta dagli organi di informazione e dagli uffici della Farnesina per permettere ai diplomatici italiani di condurre le trattative liberi dalle inevitabili pressioni mediatiche che avrebbero circondato il caso. In cambio della liberazione dei due giornalisti italiani, la polizia del Congo ha chiesto il sequestro delle apparecchiature con cui era stata girata l’intervista a Ottonello.