Tripoli nel caos, Di Maio: “Non esportiamo democrazia con le bombe”

Libia, Tripoli nel caos. In fiamme l’ambasciata statunitense. Vertice del governo italiano, Di Maio: “Non esportiamo la democrazia con le bombe”.

Alta tensione in Libia. A Tripoli è bruciata l’ambasciata americana, un luogo simbolico e un messaggio diretto a Donald Trump. La situazione libica preoccupa ovviamente anche il mondo occidentale che teme una nuova crisi e soprattutto un nuovo intervento armato.

Libia, Tripoli nel caos: è guerra nelle strade

Proseguono gli scontri tra le milizie a Tripoli. Il bilancio delle vittime si aggiorna di ora in ora e la popolazione civile è di fatto isolata in quella che è una vera e propria zona di guerra. L’europa continua a riflettere sulla possibilità di intervenire militarmente sul territorio per ripristinare la situazione e mettere fine al sanguinoso conflitto.

Italia, vertice di governo per discutere della situazione libica

La questione libica preoccupa e non poco anche l’Italia, che a Tripoli ha i suoi interessi economici. Il conflitto ha però anche un risvolto che ha allarmato Matteo Salvini. Il rischio è che il conflitto possa incrementare il numero di migranti pronti a lasciare il proprio paese per sfuggire alla guerra. In questo caso, stando alle convenzioni europee, si tratterebbe di richiedenti asilo che avrebbero tutto il diritto di essere ospitati dal paese di arrivo. Europa a parte, anche lo stesso ministro dell’Interno ha dichiarato a più riprese di voler contrastare l’immigrazione irregolare concedendo invece ospitalità e supporto agli aventi diritto.

GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI
GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI

Luigi Di Maio: “Non vogliamo esportare la democrazia con le bombe”

Il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio ha parlato della situazione in Libia confermando di essere contrario all’intervento armato: “l’unica cosa che non vogliamo fare è quanto fatto nel 2011: esportare democrazia con bombe e giustificare interventi militari. Se la Libia è in queste condizioni è perché in questi anni si sono usati quegli atteggiamenti e non solo da parte dell’ Italia ma anche da chi è più ostile di noi in quella regione e sta causando non pochi danni“.

ultimo aggiornamento: 04-09-2018

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