Potrebbero esserci novità sul caso della morte di Liliana Resinovich ed in particolare sui coltelli del marito Sebastiano Visintin.
Sebastiano Visintin è da poco tornato a dare la sua versione dei fatti sulla morte della moglie, Liliana Resinovich, rivelando anche qualcosa che nessuno sapeva. Ora, proprio la figura del marito della donna di 63 anni, scomparsa a dicembre 2021 e trovata morta a gennaio 2022 a Trieste, è tornata sotto ai riflettori relativamente ai suoi “famosi” coltelli.

Liliana Resinovich: la novità sui coltelli di Visintin
Secondo quanto si apprende da Il Piccolo, la giudice per le indagini preliminari Flavia Mangiante ha concesso ai periti Paolo Fattorini, Chiara Turchi e Eva Sacchi gli ulteriori 90 giorni richiesti dai tre professionisti per eseguire gli accertamenti di natura genetica, dattiloscopica e merceologica sui reperti del caso di Liliana Resinovich.
Gli esperti, come noto, hanno il compito di cercare tracce di DNA, impronte e ogni possibile indicazione relativamente al caso.
Cosa accadrà tra 90 giorni
Come riferito sempre da Il Piccolo, la gip ha revocato l’udienza per l’esame dei periti fissata in precedenza per il 30 marzo, spostandola per il 26 giugno prossimo. I periti dovranno depositare i risultati entro l’8 giugno e dovranno fornire delle risposte appunto su DNA, impronte e quanto altro relativamente al cordino trovato sul collo della Resinovich e su quello delle chiavi.
Gli esperti dovranno comparare il tutto, taglio degli spaghi compreso, con le lame delle oltre “700 paia di forbici e coltelli sequestrate al marito della donna, Sebastiano Visintin”. Tale comparazione richiede parecchio tempo. Nei prossimi 90 giorni potrebbero esserci quindi importanti novità.
Stando a Il Piccolo gli esperti che si occuperanno di questi accertamenti si dovranno pronunciare anche in merito ai sacchi trovati infilati sul corpo di Liliana, i suoi abiti e le sue scarpe.