Limite contante in Italia: la decisione che cambia tutto
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Direttore: Franco Ferraro

Limite contante in Italia: la decisione che cambia tutto

Banconote

In Italia il limite al contante resta a 5.000 euro: l’aumento a 10.000 è stato ritirato. Cosa accadrà nel 2027 con le nuove regole UE.

Negli ultimi giorni è tornato al centro del dibattito politico italiano il limite all’uso del denaro contante. L’emendamento proposto da Fratelli d’Italia, che prevedeva di innalzare il tetto da 5.000 a 10.000 euro, è stato ufficialmente ritirato. Si trattava di una misura che avrebbe modificato significativamente la normativa attuale, già oggetto di numerosi cambiamenti nel corso degli ultimi due decenni. Il tema è stato affrontato anche durante la trasmissione “Numeri” su Sky TG24, andata in onda il 17 dicembre, segno di un interesse sempre crescente su questa materia.

La proposta non è passata, ma la discussione resta aperta. L’attuale soglia italiana è tra le più alte tra quelle già in vigore nei Paesi europei, ma è ben lontana da quella auspicata da alcune forze politiche. Il limite, infatti, è stato fissato a 5.000 euro a partire dal 2023, dopo un periodo in cui la soglia era di 2.000. Secondo alcuni studi, alzare il limite potrebbe favorire l’evasione fiscale: ad esempio, il passaggio da 1.000 a 3.000 euro avrebbe generato un aumento dello 0,5% dei pagamenti in nero.

Delle banconote e una calcolatrice arancione sul tavolo
Banconote e una calcolatrice dal colore arancione – www.newsmondo.it

I limiti attuali e le prospettive per il 2027

Nel contesto europeo, il limite ai pagamenti in contanti è molto vario. Alcuni Paesi, come Germania, Irlanda, Svezia, Paesi Bassi e Finlandia, attualmente non prevedono alcun tetto all’uso del contante. Altri, come Francia, Spagna e Grecia, hanno limiti più stringenti, rispettivamente pari a 1.000, 1.000 e 500 euro. Questa diversità normativa, però, è destinata a cambiare nei prossimi anni.

Infatti, a partire dal 10 luglio 2027 entrerà in vigore un nuovo regolamento europeo che fissa un tetto unico di 10.000 euro per i pagamenti in contanti tra soggetti economici. Gli Stati membri, però, potranno mantenere limiti più bassi a livello nazionale. Restano esclusi da questa regola i pagamenti tra privati, non legati ad attività commerciali, e le operazioni bancarie come prelievi o versamenti.

L’equilibrio tra libertà economica e controllo fiscale

La questione del limite al contante è particolarmente delicata perché tocca due principi fondamentali: da un lato la necessità di contrastare l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro, dall’altro la tutela della libertà dei cittadini di disporre delle proprie risorse. Non a caso, la Banca centrale europea ha più volte richiamato i Paesi membri a non fissare soglie troppo basse, come accaduto in Grecia e Spagna, che erano state contestate per i limiti di 500 e 1.000 euro.

La discussione in Italia è quindi solo rinviata: il nuovo limite europeo in arrivo nel 2027 potrebbe rappresentare un punto di equilibrio, ma molto dipenderà dalle scelte dei singoli governi e dall’evoluzione del contesto economico e sociale. Nel frattempo, l’uso del contante resta un terreno di confronto aperto tra esigenze di trasparenza e libertà individuale.

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ultimo aggiornamento: 11 Gennaio 2026 13:47

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