Un fondo apposito per finanziare le opere escluse dal Recovery fund: l’ipotesi al vaglio del governo in vista del Def e del nuovo scostamento.

Il governo valuta la creazione di un fondo ad hoc per finanziare le opere escluse del Recovery fund. Le discussioni sono in corso e non si esclude che l’ipotesi possa prendere corpo e forma in vista del Def e della richiesta di scostamento di bilancio.

L’ipotesi di un fondo per finanziare le opere escluse dal Recovery fund

L’idea sarebbe quella di finanziare, inizialmente con un deficit extra, alcune delle opere rimaste fuori dal Recovery plan, che ovviamente non poteva contenere tutti i progetti presentati. Ma questo non significa che alcuni dei progetti esclusi non abbiano un valore. Quindi si potrebbero finanziare con un fondo apposito.

Al momento, stando alle indiscrezioni, siamo ancora alla fase valutativa. Si dovranno confrontare i pro e i contro e soprattutto si dovrà fare il punto della situazione dal punto di vista economico. Nel caso in cui il bilancio fosse positivo si potrebbe effettivamente procedere con la creazione del fondo in questione.

Euro risparmi
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Il Ponte sullo Stretto

Una delle opere escluse dal Recovery plan sarebbe il Ponte sullo Stretto, tornato in voga negli ultimi mesi. L’esclusione sarebbe puramente pratica. Infatti le opere finanziate devono essere completate entro il 2026. E i tempi sono troppo stretti per quanto riguarda il Ponte sullo Stretto. Ma la realizzazione dell’opera potrebbe avvenire con il fondo per le opere escluse dal Recovery fund. Una mossa coraggiosa dal punto di vista economico ma che potrebbe portare i suoi frutti e che potrebbe rafforzare la base per il rilancio del Paese, che si dimostrerebbe in grado di andare oltre gli aiuti – necessari e salvifici – messi sul piatto dall’Unione europea.

La questione politica

Va detto che il tema della realizzazione delle grandi opere è anche politico. Non è un mistero che il Movimento 5 Stelle non abbia mai particolarmente apprezzato l’idea della costruzione del Ponte sullo Stretto, chiesto a gran voce invece da Italia Viva ai tempi del governo Conte, quello giallorosso. È evidente quindi che ad una valutazione economica debba seguire una valutazione politica della questione.

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ultimo aggiornamento: 13-04-2021


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