Franco Locatelli è stato scelto come nuovo presidente del Consiglio Superiore di Sanità. Paolo Vineis e Paola Di Giulio i suoi vice.

ROMA – Il Consiglio Superiore di Sanità ha il suo nuovo presidente. I 60 membri dell’organo tecnico-scientifico hanno scelto Franco Locatelli come nuovo numero uno del CSS. La decisione è stata presa nel pomeriggio di venerdì 22 febbraio 2019 dopo diversi colloqui. Paolo Vineis e Paola Di Giulio sono stati nominati come vice.

Franco Locatelli è uno dei luminari della medicina italiana. E’ stato lui il medico che ha preso in cura il piccolo Alex all’ospedale Bambin Gesù di Roma. E proprio grazie alla sua esperienza nelle terapie innovative è stato possibile salvare la vita al bambino che fino a qualche periodo fa sembrava ormai condannato. Ora per lui si apre una nuova esperienza che ha come principale obiettivo quello di provare a far crescere l’intera medicina italiana.

Le nuove linee guida per viaggiare in UE e non

Giulia Grillo
Giulia Grillo

Franco Locatelli nuovo presidente del Consiglio Superiore di Sanità, gli auguri del ministro Grillo su Twitter

Subito dopo la nomina la ministra Giulia Grillo ha espresso il suo in bocca al lupo sui social: “Auguri – scrive su Twitter a Franco Locatelli eletto presidente del CSS e a tutti buon lavoro. E’ l’inizio di una felice collaborazione di cui il Paese ha bisogno“.

Di seguito il tweet della ministra Giulia Grillo

La nomina di Franco Locatelli chiude un periodo di polemiche dopo la decisione da parte della titolare del dicastero della Sanità di voler azzerare i membri del Consiglio Superiore di Sanità. Una scelta che aveva portato a dure proteste anche da parte dell’opposizione. Dopo la nomina dei membri ora è arrivata anche quella del presidente che attualmente si trova all’estero per lavoro. Al suo rientro inizierà ufficialmente la sua nuova esperienza nel CSS per cercare di rilanciare la sanità italiana.

fonte foto copertina https://twitter.com/GiuliaGrilloM5S


Che cos’è la TAV

Silvio Berlusconi: governo destinato a cadere. M5s vuole la decrescita felice