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Luigi Chiatti, chi era il “mostro di Foligno” che uccise due bambini
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Luigi Chiatti: chi era il “mostro di Foligno” che uccise due bambini

scientifica indossa guanti sulla scena del crimine

Luigi Chiatti è il nome legato a uno dei casi più sconvolgenti della cronaca italiana: tra il 1992 e il 1993 uccise Simone Allegretti e Lorenzo Paolucci, diventando noto come il “mostro di Foligno”.

Ci sono casi che restano impressi nella memoria collettiva anche a distanza di molti anni, quello di Luigi Chiatti è uno dei più inquietanti. In Italia il suo nome è rimasto legato al soprannome di “mostro di Foligno”, dopo i delitti di Simone Allegretti, di 4 anni, e Lorenzo Paolucci, di 13, uccisi tra il 1992 e il 1993 nella zona di Foligno.

Fu lui stesso, dopo il primo delitto, a firmarsi come “il Mostro” in messaggi lasciati alle forze dell’ordine, trasformando un duplice omicidio in un caso che per mesi terrorizzò un’intera città.

Luigi Chiatti: i due delitti e l’incubo che colpì Foligno

Il primo omicidio risale all’ottobre 1992. Simone Allegretti scomparve nella campagna tra Foligno e Bevagna e il suo corpo venne ritrovato due giorni dopo in una scarpata. Poco prima del ritrovamento, in una cabina telefonica di Foligno, fu trovato un biglietto che rivendicava il delitto e indicava dove cercare il bambino.

scena del crimine
scena del crimine al buio con prove – www.newsmondo.it

Fu questo uno degli elementi che rese il caso subito diverso da molti altri: non solo la morte di un bimbo di quattro anni, ma anche la volontà dell’assassino di sfidare apertamente gli investigatori.

Per mesi la paura non si spense. Poi, il 7 agosto 1993, l’assassino tornò a colpire. Il corpo di Lorenzo Paolucci venne trovato a Casale, a poche decine di metri da una villetta verso cui portavano le tracce lasciate sulla scena.

Era la casa dove la famiglia Chiatti trascorreva le ferie. La polizia fermò Luigi Chiatti poco dopo e lui confessò quasi subito l’omicidio del tredicenne, attribuendosi anche quello di Simone. Fu il momento in cui l’incubo di Foligno trovò finalmente un volto.

L’arresto, la condanna e la misura di sicurezza

Sul piano giudiziario, la vicenda ebbe un percorso lungo e molto discusso. In primo grado, nel 1994, Chiatti venne condannato a due ergastoli. In appello, però, la pena fu ridotta a 30 anni di reclusione dopo il riconoscimento della semi-infermità mentale. La Cassazione, nel 1997, confermò la sentenza d’appello, rendendo definitiva quella condanna.

Dopo avere scontato la pena detentiva, nel 2015 Chiatti fu trasferito nella REMS di Capoterra, in Sardegna, perché ritenuto ancora socialmente pericoloso. Almeno nel 2020 questa valutazione di pericolosità era stata confermata dal giudice di sorveglianza di Cagliari, con la proroga della misura di sicurezza.

Ed è anche per questo che il nome di Luigi Chiatti continua ancora oggi a tornare nelle cronache: non solo per la ferocia dei due delitti, ma perché il suo caso resta uno dei più traumatici e simbolici della cronaca nera italiana degli anni Novanta.

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ultimo aggiornamento: 14 Aprile 2026 10:39

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