Luigi Di Maio ammette, “Il Movimento 5 Stelle è in difficoltà, è il momento di mettere a posto alcune cose”.

Non si calmano le acque in casa Movimento 5 Stelle, con Luigi Di Maio costretto per la prima volta ad ammettere pubblicamente che l’universo pentastellato sta vivendo un momento di difficoltà. Il leader politico parla quando la base vota su Rousseau per decidere cosa fare in Emilia Romagna e in Calabria. Correre o ritirarsi? E sul tema manca l’accordo tra le ali della base.

Luigi Di Maio, “Il Movimento 5 Stelle è in difficoltà”

“Il Movimento è in un momento difficoltà. Lo ammetto prima di tutto io ‘è bisogno di mettere a posto alcune cose”. È finito quindi il tempo della difesa a oltranza in casa M5S. Di Maio, quasi per legittimare e giustificare razionalmente il passo indietro davanti alle prossime elezioni regionali, chiede tempo per riorganizzare le idee e soprattutto il MoVimento.

Luigi Di Maio
Luigi Di Maio

Le polemiche sul voto: quesito fuorviante

Il voto, che doveva mettere tutti d’accordo, alimenta solo le polemiche per un quesito definito fuorviante.

Si chiede agli iscritti se il Movimento 5 stelle “debba osservare una pausa elettorale fino a marzo per preparare gli Stati Generali evitando di partecipare alle elezioni di gennaio in Emilia-Romagna e Calabria”. Oggettivamente l’impressione è che si chiedeva di confermare o smentire una decisione già presa. E confermare è sempre più facile e intuitivo che smentire. Per questo motivo i filo-voto hanno fatto sentire la propria voce scagliandosi contro i vertici del MoVimento, visto come sempre più distante.

La (presunta) neutralità di Di Maio

Intervenuto ai microfoni di La 7 Di Maio aveva fatto sapere che non avrebbe votato, un disperato tentativo per provare a promuovere una posizione neutrale a cui non crede nessuno. E in effetti se una forza politica si chieda (o chieda ai suoi iscritti) se partecipare alle elezioni sembra evidente che il dubbio venga dall’alto. “Di solito preferisco non votare ma chiedere al M5s quale sia la direzione da prendere. Gli uomini soli al comando diventano dei palloni e poi scoppiano. Io credo che le decisioni importanti vanno prese con gli iscritti. I più grandi errori li ho commessi scegliendo da solo“.

La neutralità dura fino alla sera, quando Di Maio, anche senza votare, chiarisce la sua posizione: “Abbiamo bisogno di un po’ di tempo, come Movimento, per rigenerare obiettivi, organizzazione e identità, ma se ci sono elezioni ogni due mesi, questo è impossibile. Allora, se vogliamo fare degli Stati generali, ma veri e che diano uno shock positivo, abbiamo bisogno di un po’ di tempo. Il team del futuro si insedia il 15 dicembre, da allora sarà impegnato a organizzare gli Stati generali“.

Il Movimento 5 Stelle si spacca

La spaccatura tra buona parte della base e il leader politico è chiara ed evidente prima ancora dell’inizio della votazione online, che per Di Maio rappresenta l’inizio dei problemi. E non la fine. Come forse qualcuno sperava.

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ultimo aggiornamento: 21-11-2019


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