Lutto nel mondo della politica: è morto a 84 anni il giurista Stefano Rodotà

Grande protagonista della politica e della giurisprudenza italiana, era stato candidato dal M5s come Presidente della Repubblica nel 2013.

chiudi

Caricamento Player...

Morto Stefano Rodotà – L’Italia piange Stefano Rodotà, grande giurista, politico e intellettuale italiano, morto quest’oggi a 84 anni, come riportato da Repubblica. Personaggio di spessore della nostra vita pubblica, era stato per anni la voce laica sui grandi temi dibattuti nel nostro Paese. Politicamente poco inquadrabile, è passato nella sua vita da posizioni radicali a critico di sinistra, senza mai sposare una causa partitica unica.

Rodotà, una vita da uomo libero

Nato a Cosenza nel 1933, divenne fin dagli anni della gioventù un grande appassionato di politica. Nel 1953 si laurea in legge a Roma e prima dei quarant’anni è già ordinario di diritto civile alla Sapienza. In quegli anni milita tra le fila dei radicali e inizia una collaborazione continuativa con varie testate giornalistiche. Passa quindi nel corso della propria carriera ad insegnare all’estero, da Oxford alla Francia, dalla Germania agli Stati Uniti. Nel ’79 entra in Parlamento, ma non unendosi ai radicali, bensì presentandosi come un indipendente di sinistra nelle liste del Pci, affascinato dalla figura di Berlinguer. Dopo essere stato eletto vicepresidente della Camera, nel 1993 decide di dimettersi. Garante della Privacy dal 1997 al 2005, si dedica ancora alla cosa pubblica da posizione esterna e libera da vincoli. Difende a più riprese la laicità dello Stato, i valori della Costituzione, la bioetica e la libertà di stampa. Negli ultimi anni si reinventa come vero e proprio personaggio del web, per cercare di arrivare alle generazioni più giovani. Nel 2013 il Movimento 5 stelle lo candida come successore di Napolitano sulla poltrona della presidenza della Repubblica, poi andata a Mattarella, ricevendo tra l’altro voti anche da Sel e da alcuni esponenti del Pd.