Quando il made in Italy finisce in mano agli stranieri

Sono sempre di più i grandi marchi italiani ad essere ceduti a società straniere. E la tendenza riguarda quasi tutti i settori: dall’alimentare alla moda, dal calcio all’industria

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Italiani. Anzi Italianissimi. Nel nome, spesso – per fortuna – anche nelle fasi di produzione. Ma non per quanto riguarda la proprietà. Sono infatti sempre di più le grandi griffe del lusso italiano a essere cedute a investitori stranieri. Colossi che da un giorno all’altro non sono più in mani italiane. Una tendenze che, a ben vedere, non fa distinzioni, e interessa calcio, moda, alimentare e industria.

Qualche esempio? Si può iniziare da uno dei più illustri: la cessione di Bulgari, sinonimo di lusso e raffinatezza, già dal 2011 in mano francesi. Quelle del colosso Louis Vuitton Moet Hennessy, del Paperone d’oltralpe e uomo più ricco di Francia, Bernard Arnault. Del resto LVMH aveva già fatto spese nel Belpaese, acquisendo i marchi Fendi, Olga Berluti, Emilio Pucci. Sempre nel mondo della moda – e sempre per rimanere all’interno dei movimenti del gigante francese – due anni dopo tocca poi a Loro Piana, acquisito per l’80 per cento per 2 miliardi di euro. Infine, come non citare il caso di Valentino, che nel luglio 2012 venne venduta, insieme al marchio M Missoni, alla società Mayhoola for Investments dal Qatar.

Recentissimo, di appena qualche settimana fa, il caso di Italcementi, leader in Italia nel settore e  venduta ai tedeschi di HeidelbergCement. E che dire di Pirelli? Con l’accordo siglato a marzo scorso la tigre asiatica ChemChina è il nuovo socio forte.

Sorprendente anche la quantità di prodotti alimentari in mani straniere. Il Pastificio Lucio Garofalo, per esempio, è stato rilevato al 52 per cento dagli spagnoli di Ebro Foods, gli stessi che tempo prima hanno messo le mani sul 25 per cento di Riso Scotti. E sempre degli Spagnoli, ma questa volta Agrolimen, è la proprietà della Star. Così come l’iberica Sos Cuetara ha acquistato la Carapelli.

Il calcio, vecchia gloria nostrana: anche in questo settore le cose stanno cambiando rapidamente. Il caso più eclatante è ovviamente quello dell’Inter, ceduta al 70 per cento a Erick Thohir a metà del novembre 2013 con un’operazione da 250 milioni di euro.