Il giallo di Pietracatella con madre e figlia avvelenate con la ricina e morte. Il nuovo step delle indagini con 70 alimenti sotto sequestro.
Dopo gli interrogatori con tanto di persona ascoltata che avrebbe mentito, ecco una nuova svolta nel giallo di madre e figlia avvelenate con la ricina a Pietracatella e rimaste uccise. In particolare, dalla casa della famiglia Di Vita sono stati portati via diversi alimenti al fine di cercare tracce del veleno che ha ammazzato Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi.

Madre e figlia avvelenate: 70 alimenti sequestrati
Le indagini sul giallo di Pietracatella con madre e figlia avvelenate con la ricina e morte vanno avanti. In particolare si sta cercando traccia del veleno in casa della famiglia Di Vita. Nello specifico in alcuni alimenti. Ai 19 alimenti sequestrati il 29 dicembre nell’appartamento di Gianni Di Vita, al secondo piano dello stabile di via Risorgimento, ad oggi ancora sotto sequestro, si sono aggiunti numerosi prodotti, sia preparazioni domestiche sia confezionati di diverse marche, prelevati il 7 gennaio.
I dettagli su cosa è stato portato via
Stando a quanto riferito da diversi organi di stampa, nello specifico dei 70 alimenti portati via 18 sarebbero stati presi dal freezer e 17 dal frigorifero. Altri 16 alimenti equamente divisi tra frigorifero e freezer, provenienti dall’appartamento al primo piano, dove viveva la madre di Gianni Di Vita, Giuseppina Cinquino. Tutto il materiale è stato affidato all’Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise.
Agli esperti il compito di verificare se in questi prodotti siano o meno presenti tracce di ricina. L’incarico comprende anche la ricerca del veleno che ha ucciso Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, su indumenti, mobili e altri oggetti presenti nella casa della famiglia. Proprio per la sua potenza e difficoltà di identificazione, le analisi per la ricerca della ricina richiedono procedure complesse e strumentazioni altamente specializzate.