Nuovi dettagli sul caso di madre e figlia avvelenate con la ricina e morte. Il pasto a tre con Gianni Di Vita: cosa filtra.
Mentre sarebbero tre i principali sospettati legati al caso di madre e figlia avvelenate con la ricina e morte a Pietracatella, le indagini stanno andando avanti. Gli investigatori stanno passando al setaccio i dati informatici di diverse scuole frequentate dalle due vittime, Sara Di Vita, 15 anni, e la madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, o legate a persone che le conoscevano, alla ricerca di elementi utili a ricostruire la vicenda. Le perquisizioni, disposte dalla Procura di Larino, riguardano in particolare i sistemi informatici degli istituti scolastici. Ieri cinque agenti della Squadra Mobile e dello Sco hanno raggiunto il liceo Scientifico di Riccia, dove insegna un’amica di Gianni Di Vita, padre e marito delle due donne morte, già ascoltata nei mesi scorsi come persona informata sui fatti.

Madre e figlia avvelenate con la ricina: le perquisizioni
Gli agenti sono rimasti nella scuola per cinque ore, mentre l’acquisizione dei dati è durata circa un’ora. Le operazioni sono iniziate dopo l’arrivo, poco dopo le 13, del tecnico responsabile del sistema informatico. Presente anche Gianni Alfonso, consulente informatico dell’avvocato Vittorino Facciolla, legale di Di Vita. La docente non era sul posto durante le verifiche.
Come già avvenuto nell’istituto Agrario di Riccia, dove lavora il marito dell’insegnante, non è stato necessario controllare singolarmente i 21 computer presenti: gli investigatori hanno acquisito i dati del server centrale, che raccoglie le attività dei diversi dispositivi.
Gli accertamenti proseguiranno al liceo Classico di Campobasso, frequentato da Sara e dalla sorella Alice fino allo scorso anno scolastico, e venerdì al liceo delle Scienze Umane di Casacalenda, dove insegna una cugina di Gianni Di Vita. Complessivamente, i computer considerati dagli inquirenti sono circa 200. Le informazioni raccolte dovranno essere esaminate dagli esperti incaricati dalla Procura: per conoscerne i contenuti servirà quindi tempo.
Il pasto a tre e le cozze: l’esclusiva del Tg1
Intanto, in serata, il Tg1 ha diffuso il verbale di un interrogatorio di Gianni Di Vita. L’ex sindaco ha raccontato che il 22 dicembre la famiglia aveva portato a casa alcune cozze avanzate da un pranzo con i colleghi di lavoro. Non ha saputo precisare se siano state consumate quella sera oppure il giorno successivo.
“È probabile che quelle cozze sono state mangiate solo da me, Antonella e Sara”, ha dichiarato alla polizia. I resti dei pasti del 22 e 23 dicembre, ha aggiunto, erano stati gettati nella spazzatura e non è stato possibile recuperarli tutti.