Articolo 4 bis incostituzionale, la sentenza della Consulta

Mafia, la Consulta dichiara incostituzionale l’articolo 4 bis

L’articolo 4 bis è incostituzionale per la Consulta. Secondo i giudici il mafioso non può essere punito se non collabora con la giustizia.

ROMA – L’articolo 4 bis è incostituzionale per la Consulta. La sentenza emessa dai giudici rischia di creare una nuova polemica. Secondo quanto deciso in Aula, il mafioso può essere premiato se collabora con la giustizia ma non punito se decide di stare in silenzio.

In questo caso resta la presunzione di pericolosità anche se non più in modo assoluto. Infatti, può essere superata se il magistrale ha la certezza che non ci siano più collegamento con l’associazione criminale. Una decisione che rischia di creare non poche polemiche e soprattutto potrebbe portare a ricorsi da parte di molti detenuti.

L’articolo 4 bis dichiarato incostituzionale

L’articolo 4 bis è stato dichiarato incostituzionale. E con lui tutti i reati compresi nel primo comma di questa legge e quelli di associazione mafiosa e di ‘contesto mafioso’ che negli anni precedenti sono stati puniti con una condanna diversa dall’ergastolo.

Possibili nelle prossime settimane i ricorsi da parte di alcuni detenuti che si sono visti puniti perché non collaboratori di giustizia. Ora la legge è cambiata con i giudici che potrebbero rivedere la condanna.

Tribunale di Milano
fonte foto https://www.facebook.com/francesco.nicastro

Cosa prevede l’articolo 4 bis

Prima di essere dichiarato incostituzionale, la legge prevedeva che la mancata collaborazione dimostrasse in modo equivocabile l’esistenza di rapporti con la criminalità organizzata. Una presunzione assoluta che poteva essere superata solo con la collaborazione.

Per questo motivo i benefici non potevano essere richiesti dal detenuto. Dal 4 dicembre 2019 in poi, invece, i detenuti potranno avanzare la loro richiesta con il magistrato di sorveglianza che sarà costretto a valutare l’eventuale permesso premio soprattutto se non esistono più elementi che lo collegano con l’associazione criminale. Una sentenza destinata a creare polemiche ma anche a cambiare la legge italiana sulla mafia.

fonte foto copertina https://www.facebook.com/francesco.nicastro

ultimo aggiornamento: 04-12-2019

X