Manovra 2019: è la rivoluzione del governo del cambiamento o il cambiamento dell’Unione europea al documento?

Sigillato l’accordo con l’Unione europea (accordo flebile in realtà), l’opinione pubblica si è divisa sulla manovra tra chi vede l’impronta del governo del cambiamento e chi vede solo i cambiamenti imposti dall’Unione europea.

Il termometro dell’efficacia della manovra è senza dubbio il punto sul Reddito di cittadinanza la Quota Cento, i provvedimenti portanti del documento programmatico del governo italiano.

Il dato di fatto è che le cifre a disposizioni sono inferiori a quelle inizialmente previste da Matteo Salvini e Luigi Di Maio. La versione fornita dai due vicepremier (e dal premier Conte) è che i primi calcoli erano stati fatti decisamente per eccesso e che la revisione dei conti non porterà cambiamenti sostanziali ai due provvedimenti fondanti di Lega e Movimento Cinque Stelle.

Luigi Di Maio e Matteo Salvini
nella foto: Luigi Di Maio-Matteo Salvini

Il punto sulla Quota Cento: come funziona

In effetti, come annunciato dal ministro dell’Economia Giovanni Tria, chi ha almeno 62 anni di età e 38 di contributi versati dal 1 gennaio 2019 potrà fare richiesta per andare in pensione con la formula della Quota Cento. Ovviamente chi deciderà di andare in pensione avvalendosi della nuova riforma avrà un contributo mensile più basso rispetto alle persone che decidono di lasciare il mondo del lavoro a 67 anni. Non si tratta di una conseguenza dei tagli sulla manovra, ma semplicemente di una conseguenza legata al numero di anni di contributi versati.

Matteo Salvini
Matteo Salvini

Reddito di cittadinanza: meno fondi a disposizione ma la platea dei destinatari resta invariata

Altro punto critico della manovra è il provvedimento sul reddito di cittadinanza. Nonostante il taglio sui fondi a disposizione (circa 2 miliardi), il reddito ci sarà e non ci saranno variazioni sulla platea dei destinatari (5 milioni circa) che potranno ricevere un assegno fino al 780 euro, così come previsto al momento della presentazione del provvedimento. I tecnici e gli osservatori esterni continuano a dubitare della fattibilità del grande progetto a firma Movimento Cinque Stelle.

I criteri per la concessione diventano però più rigidi. Il richiedente (COME RICHIEDERE IL REDDITO DI CITTADINANZA) dovrà avere meno di cinquemila euro sul proprio conto in banca e non dovrà avere una seconda casa di proprietà. Discriminante anche l’acquisto recente di un’automobile. I critici affermano che i nuovi criteri restringano implicitamente la manovra. I sostenitori sostengono invece che le restrizioni permetteranno al governo di aiutare solo le persone effettivamente bisognose.

I controlli di Bruxelles

Oltre ai tagli sul primo documento presentato dal governo italiano, l’Unione europea ha chiesto e ottenuto anche di controllare la situazione economica italiana anche nel triennio che va dal 2020 al 2022 e, nel caso in cui i conti non dovessero quadrare, potrebbe richiedere un aumento dell’IVA. L’accordo con Bruxelles avrà ripercussioni anche sulle Ferrovie dello Stato, che dovrebbe vedere il suo budget tagliato di circa 600 milioni.

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ultimo aggiornamento: 20-12-2018


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