Il braccio destro di Giorgia Meloni, Fazzolari ha ammesso che alcune misure possono essere impopolari ma necessarie.

Il sottosegretario per l’Attuazione del programma e uomo molto vicino alla premier Giorgia Meloni, Giambattista Fazzolari ammette che alcune delle decisioni prese per la legge di Bilancio possono rischiare di far calare il consenso. “È una manovra responsabile” ha detto in un’intervista a La Stampa ammettendo che il partito ha messo in conto di perdere una fetta di consenso per queste scelte.

“Nel 2018 noi di FdI dicevamo di essere contrari al Reddito di cittadinanza. All’epoca speravamo di arrivare al 4%, avremmo potuto evitare di parlarne per raggiungere quella soglia. Figuriamoci se lo facciamo oggi”, spiega mostrando che il partito ha deciso di tenere fede ai suoi principi nonostante il rischio. “Non abbiamo preoccupazione della ricerca del consenso. Sentiamo il peso della responsabilità e facciamo quello che ci sembra utile” precisa il sottosegretario.

“Riformare il Reddito di cittadinanza vuol dire togliere una pessima misura che funziona male come contrasto alla povertà, non serve per trovare un lavoro e si presta a molti abusi. Insomma, una misura sbagliata” afferma Fazzolari che precisa che inoltre “costa tra gli 8 e i 9 miliardi di euro l’anno: siamo sicuri che con tutti quei soldi non si sarebbero potute fare cose più utili per le persone in difficoltà?”.

Presidente del Consiglio Giorgia Meloni
Presidente del Consiglio Giorgia Meloni

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Scelte complicate ma obbligate

Per quanto riguarda il taglio del cuneo fiscale che ha “scontentato Confindustria”, Fazzolari risponde che il governo ha solo rinnovato la misura esistente e rafforzata. Quella del cuneo fiscale è la più costosa, infatti costa 4,2 miliardi. “Le misure a favore delle imprese, in ogni caso, sono tantissime”, replica il sottosegretario.

Infine, forse quella che scontenta di più è l’eliminazione dei sussidi sui carburanti. “Sono scelte complicate. Il sostegno ci costava un miliardo al mese. Questo sconto non distingue tra chi ne ha bisogno e chi no. Siamo coscienti che il rischio è colpire i pendolari. Se ci fossero poi dei forti choc sul mercato del petrolio, questi aiuti potrebbero non fare la differenza. So che daranno la colpa a noi dell’aumento della benzina, ma se il cuneo fiscale costa 4,2 miliardi possiamo spenderne 12 sulla benzina?” spiega Fazzolari.

A chi ha denominato questa manovra “draghiana” e ha criticato l’assenza di discontinuità, Fazzolari ha messo in chiaro che “C’è la giusta continuità con le politiche di interesse nazionale. E c’è la discontinuità di un governo politico. Ci sono delle voci obbligate: il caro energia. Sul resto c’è discontinuità: RdC, flat tax, limite al contante, pace fiscale”.

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ultimo aggiornamento: 22-11-2022


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