Marco Van Basten e il Milan: il Cigno di Utrecht che ha conquistato i tifosi rossoneri

Tante giocate ma soprattutto reti decisive: così Marco Van Basten è entrato nel cuore dei tifosi rossoneri e nella storia del Milan.

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Marco Van Basten biografia: Marcel Van Basten – detto Marco – nasce nel 1964 ad Utrecht. Il suo nome fa venire i brividi a tutti i tifosi rossoneri che lo hanno soprannominato il “Cigno di Utrecht” e soprattutto nel 1999 eletto attaccante milanista del secolo.

Marco Van Basten carriera

La carriera di Marco Van Basten inizia nel 1981 nell’Ajax dove rimane sei anni prima di approdare in Italia e in particolare a Milano. La sua avventura in rossonero inizia nel 1987 e dopo le prime reti all’esordio sia in Coppa Italia che in campionato, è costretto ad uno stop per la caviglia. Rientra dopo 6 mesi e con i suoi gol trascina i rossoneri alla vittoria dello scudetto. Non solo il campionato, la stagione 1988-1989 è da incorniciare per il cigno di Utrecht: sono 32 le reti segnate in stagione che gli valgono il Pallone d’Oro ma soprattutto la Champions League, la Supercoppa Europea e la Coppa Intercontinentale che gli valgono il secondo Pallone d’Oro consecutivo. La stagione successiva non inizia nel migliore dei modi con una seconda operazione al menisco ma al suo rientro trascina i rossoneri alla nuova vittoria in campionato con i suoi 19 gol che gli valgono il primo titolo di capocannoniere ma anche la seconda Champions League consecutiva: suo l’assist decisivo per la rete di Frank Rijkaard. La carriera di Marco Van Basten continua con molti successi che gli valgono il terzo Pallone d’Oro nel 1992. Subito dopo subisce la terza operazione in carriera: rientra dopo quattro mesi e realizza il suo ultimo gol in carriera al Milan.

Marco Van Basten ritiro

Il 16 maggio 1993 Marco Van Basten gioca la sua ultima partita contro la Roma. A giugno il Cigno di Utrecht si sottopone al quarto intervento alla caviglia. Ha cercato di recuperare l’efficienza fisica ma il 17 agosto 1995 annuncia la decisione di ritirarsi definitivamente. L’allora amministratore delegato del Milan Adriano Galliani ha commentato così: “Il calcio perde il suo Leonardo Da Vinci“.