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Maria Tarnowska: la contessa assassina e il delitto di Venezia
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Maria Tarnowska: la contessa assassina e il delitto di Venezia

Polizia

La storia di Maria Tarnowska, la contessa russa che organizzò l’omicidio dell’amante Pavel Kamarovsky a Venezia nel 1907. Il piano per l’assicurazione, il processo del 1910 e la condanna.

Il 4 settembre 1907, un aristocratico russo venne gravemente ferito a colpi di pistola all’interno di un palazzo di Venezia. La vittima era il conte Pavel Kamarovsky, mentre l’aggressore, il giovane Nikolaj Naumov, era un suo conoscente.

Dietro quell’attentato si nascondeva un piano organizzato da Maria Tarnowska, nobildonna russa con la quale entrambi avevano avuto una relazione sentimentale. La donna, insieme all’avvocato Donat Prilukov, aveva progettato di eliminare Kamarovsky per ottenere il denaro di una polizza assicurativa sulla vita.

La vicenda sarebbe diventata uno dei processi piĂą seguiti dell’Italia dei primi del Novecento, conquistando le prime pagine dei giornali europei.

volante della polizia
volante della polizia – newsmondo.it

Il delitto di Venezia e il piano della contessa Tarnowska

Nata nel 1877 nell’Impero russo, Maria Tarnowska, il cui cognome da nubile era O’Rourke, proveniva da una famiglia aristocratica.

Ancora giovanissima aveva sposato il conte Vassili Tarnowski, dal quale ebbe due figli. Il matrimonio terminò con una separazione e la donna iniziò a frequentare altri uomini, tra cui l’avvocato Donat Prilukov.

Successivamente intraprese una relazione con Pavel Kamarovsky, un ricco nobile russo che si era stabilito a Venezia.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, Tarnowska convinse Kamarovsky a stipulare un’importante assicurazione sulla vita, indicandola come beneficiaria.

Con la collaborazione di Prilukov, avrebbe quindi elaborato un piano per ucciderlo.

Per realizzarlo, la contessa sfruttò i sentimenti di Nikolaj Naumov, un giovane profondamente innamorato di lei.

Gli fece credere che Kamarovsky l’avesse offesa e maltrattata, alimentando la gelosia dell’uomo fino a convincerlo a vendicarsi.

La mattina del 4 settembre 1907, Naumov raggiunse Palazzo Maurogonato, nei pressi di Santa Maria del Giglio, dove soggiornava Kamarovsky.

Quando il conte gli si presentò davanti, il giovane estrasse una pistola e gli sparò diversi colpi all’addome.

Kamarovsky venne trasportato in ospedale, dove morì per le ferite riportate.

Naumov tentò di fuggire, ma venne arrestato a Verona. Durante gli interrogatori raccontò il coinvolgimento della contessa, che fu successivamente fermata a Vienna.

Il processo dei russi, la condanna e la liberazione nel 1915

Il processo iniziò il 4 marzo 1910, davanti alla Corte d’Assise di Venezia, e divenne conosciuto come “Processo dei russi”.

Sul banco degli imputati sedevano Maria Tarnowska, Nikolaj Naumov, Donat Prilukov e la cameriera Elisa Perrier, accusata di complicitĂ .

L’accusa sosteneva che il movente principale fosse economico: eliminare Kamarovsky per riscuotere l’assicurazione sulla vita.

La difesa cercò invece di dimostrare che il comportamento degli imputati fosse stato condizionato da gravi alterazioni psicologiche, dipendenze e rapporti sentimentali ossessivi.

Durante le udienze intervennero numerosi medici e psichiatri, chiamati a valutare la capacitĂ  di intendere e volere degli accusati.

Il 20 maggio 1910 arrivò la sentenza.

Maria Tarnowska venne condannata a otto anni e quattro mesi di reclusione. Donat Prilukov ricevette dieci anni, mentre Nikolaj Naumov fu condannato a tre anni e un mese. Elisa Perrier venne assolta.

La contessa fu successivamente trasferita nel carcere femminile di Trani, dove scontò parte della pena.

Nel 1915 ottenne la grazia e venne scarcerata il 10 giugno, dopo quasi otto anni trascorsi complessivamente in detenzione, considerando anche la custodia precedente al processo.

La vicenda ispirò numerose opere letterarie, tra cui Circe. Il romanzo di Maria Tarnowska, scritto da Annie Vivanti.

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ultimo aggiornamento: 27 Ottobre 2026 20:28

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