Ha rotto il silenzio con una nota ufficiale Mario Adinolfi dopo l’arresto e i domiciliari dopo le accuse di truffa ed evasione fiscale. Le parole.
Il giornalista e leader del Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi, arrestato dalla Guardia di Finanza con l’accusa di truffa ed evasione fiscale, in una nota si difende e proclama la sua innocenza. L’uomo ha deciso di rompere il silenzio dopo la sgradevole situazione in cui si è trovato e le pesanti accuse sul progetto “scommessa collettiva”.

Mario Adinolfi professa la propria innocenza
“Ringrazio davvero gli amici e anche alcuni avversari che mi hanno fatto arrivare in queste ore messaggi di sostegno e solidarietà . Vivo con la serenità che mi giunge dalla fede una vicenda surreale in cui è evidente l’ingiustizia grave patita da me e dalla mia famiglia. Ma Dio quando vuole mostrare la regalità di Davide non gli manda una corona, gli manda Golia”. Sono state queste le parole di Mario Adinolfi affidate ad una nota per spiegare la propria posizione dopo le gravi accuse ricevute e l’arresto.
Il noto giornalista, difeso dall’avvocato Riccardo Di Lorenzo, si è detto pronto ad affrontare “la gigantesca saldatura di alcuni interessi che vogliono vedermi nel fango […]”. E ancora: “Ai giudici posso solo dire: sono totalmente innocente”, ha ribadito con forza Adinolfi.
La verità sui viaggi, gli orologi e il lusso
Riferendosi alle accuse a lui mosse: “Sì, gioco da decenni e come tutti i giocatori lo faccio spesso collettivamente ma senza sollecitare mai nessuno […]. Di certo non mi sono mai arricchito sulla pelle degli altri. Tg e giornali hanno detto che avrei acquistato orologi di lusso, quadri, imbarcazioni, addirittura lingotti d’oro o viaggi alle Maldive e in Egitto. Ma è davvero tanto difficile verificare che alle Maldive o in Egitto non sono mai stato in vita mia? Che non solo non posseggo ma non sono mai salito in vita mia su uno yacht o su altre imbarcazioni private? Che mai e poi mai ho posseduto o acquistato quadri o lingotti di qualsiasi metallo?”.
E ancora: “[…] Dopo 14 ore di perquisizione in casa mia i poveri finanzieri sono andati via con due fogli di carta e un bancomat. Ecco il lusso che hanno trovato […]”.