I primi giorni di Mario Roggero in carcere e le sue richieste già esaudite. Cosa filtra sulla vita dietro le sbarre del gioielliere.
A ormai due giorni dall’ingresso nel carcere di Bollate, Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva per l’uccisione di due rapinatori dopo una rapina avvenuta nel 2021, sta affrontando i primi momenti della detenzione. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’uomo si è mosso anche con alcune prime richieste, per altro già esaudite. Il suo caso ha visto pure l’intervento di Elon Musk.

Mario Roggero e le richieste in carcere
Mario Roggero ha iniziato la sua vita in carcere a Bollate e, come riportato dal Corriere della Sera, avrebbe fatto anche le prime richieste rivolte alla moglie. In questo senso ci sarebbero state cose piuttosto semplici ma molto importanti per poter procedere con la quotidianità dietro le sbarre. Roggero avrebbe chiesto un costume da bagno, un accappatoio, un paio di infradito e alcuni libri. La necessità del costume sarebbe legata al desiderio di sentirsi meno a disagio nell’utilizzare le docce comuni del penitenziario.
Sempre secondo il quotidiano, le persone che hanno potuto incontrarlo in carcere lo hanno descritto come provato, ma “con grandissima dignità”. Roggero condivide la cella con un altro detenuto e si trova nella casa di reclusione di Bollate, istituto spesso indicato come un modello del sistema penitenziario italiano per l’attenzione riservata ai percorsi di reinserimento e alle attività trattamentali.
Sul fronte familiare, la moglie Mariangela Sandrone ha vissuto il primo fine settimana senza il marito dopo quasi cinquant’anni trascorsi insieme. Nella mattinata di lunedì 20 luglio si è recata a Bollate insieme alle figlie Luisa e Laura per fargli visita, portando gli effetti personali richiesti.
La gioielleria riapre: la decisione
La famiglia sta inoltre valutando la riapertura della gioielleria. “Questa settimana, al massimo la prossima. È giunto il momento. Non sarà facile, soprattutto per mia figlia, ma ognuno deve fare la sua parte”, ha spiegato Mariangela Sandrone, sottolineando la volontà di riprendere gradualmente l’attività nonostante il difficile momento.
Le figlie continuano a vivere con grande sofferenza questa situazione. “È un dolore incredibile sentirlo solo tramite un dispositivo, un uomo anziano dovrebbe trascorrere i suoi ultimi anni insieme a chi lo ama. Invece è in una cella, che ci ha descritto come molto piccola. Gli ho detto che faremo tutto il possibile per non lasciarlo solo”, hanno raccontato, esprimendo la vicinanza al padre durante i primi giorni di detenzione.