Mark Zuckerberg e la donazione alla Croce Rossa, fra applausi e polemiche

La donazione di 500 mila euro fatta da Mark Zuckerberg alla Croce rossa ha lasciato una scia di polemiche. Ecco perché e il motivo per cui non hanno senso.

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Durante la sua recente visita a Roma, Mark Zuckerberg ha sollevato almeno una controversia, per una sua azione: la donazione di 500 mila euro fatta alla Croce Rossa Italiana infatti non sarà in denaro, ma in spazi pubblicitari sul Social Network. Purtroppo molti hanno inteso questo gesto in ogni modo possibile, tranne in quello corretto. Basta leggere i commenti che ancora oggi, mentre viene scritto questo articolo, popolano Twitter, altro social media di successo.

Mark Zuckerberg braccino corto? La storia è un’altra…

Gli epiteti tutti italiani vanno dal definire “pelosa” la donazione fino a “braccino corto”. Al di la del buon gusto dimostrato dal popolo della Rete italiano, che non ricorda più nemmeno la saggezza dei nonni (A caval donato…), c’è da dire che il vero valore della donazione è stato capito solo da chi ha già avuto a che fare con la pubblicità sul Facebook e i social network. Ecco alcuni dei motivi per cui, secondo molti esperti, la donazione fatta in questo modo è migliore di quella in denaro.

  1. La Croce Rossa potrà spendere questo credito quando sarà il momento più opportuno, anche una volta superata la fase della generosità emotiva da parte delle persone.
  2. Permetterà a Croce Rossa di promuoversi e promuovere le sue iniziative, a prescindere dalle raccolte fondi, il che potrebbe rendere più efficaci le iniziative e le raccolte future
  3. Se usato bene, questo “tesoretto” pubblicitario potrebbe rendere più di quanto vale, anche se su questo gli esperti sono discordi: si va da una stima estremamente ottimistica che parla di dieci volte tanto a una più modesta rendita intorno ai 100.000 euro

La donazione di Mark Zuckerberg in perfetto stile Silicon Valley

Per comprendere le ragioni di una donazione fatta in questo modo, bisogna conoscere, almeno un po’, i retroscena. Prima di tutto, Facebook ha inaugurato proprio quest’anno una piattaforma dedicata per fornire supporto alle attività non profit, segno di una certa attenzione alla comunità mondiale. Poi, Zuckerberg stesso ha già annunciato che nel corso della sua vita donerà il 99% delle azioni di Facebook per progetti umanitari e sociali. Non male per uno con il “braccino corto”.
La differenza è tutta nello stile: da un giovane imprenditore che ha praticamente costruito un impero da solo è più facile aspettarsi che regali un pesce o che provi ad insegnare a pescare? Una donazione come la sua non si limita a risolvere un problema immediato, ma stimolerà Croce Rossa Italiana ad avviare iniziative per sfruttare al meglio quanto ottenuto. E, magari, a comprendere meglio come ci si promuove nel terzo millennio.

Fonte foto copertina: Facebook