La storia del massacro della Columbine High School, avvenuto il 20 aprile 1999 in Colorado: l’attacco di Eric Harris e Dylan Klebold, le vittime, gli ordigni falliti e l’impatto sulla società americana.
Il massacro della Columbine High School è una delle tragedie scolastiche più note della storia americana. Il 20 aprile 1999, nella scuola superiore di Columbine, nella contea di Jefferson, in Colorado, due studenti dell’ultimo anno, Eric Harris e Dylan Klebold, entrarono nell’edificio armati e trasformarono una normale mattinata scolastica in una strage.
Per anni Columbine è stata ricordata come una sparatoria, ma il piano iniziale era ancora più devastante: i due avevano piazzato ordigni nella mensa, pensati per provocare un’esplosione di massa. Le bombe principali non esplosero. Quando il piano fallì, Harris e Klebold iniziarono a sparare contro studenti e personale della scuola.

Columbine High School: l’attacco nella scuola e le vittime
La strage provocò la morte immediata di 12 studenti e un insegnante, Dave Sanders, che cercò di mettere in salvo più ragazzi possibile prima di essere colpito. I feriti furono più di venti, alcuni in modo gravissimo. Nel 2025, la morte di Anne Marie Hochhalter, rimasta paralizzata dopo essere stata colpita quel giorno, è stata classificata come omicidio legato alle ferite subite a Columbine, portando il bilancio riconosciuto dell’attacco a 14 vittime.
Dentro la scuola, il momento più drammatico si consumò nella biblioteca, dove vennero uccisi diversi studenti. Dopo meno di un’ora, i due assalitori si tolsero la vita. L’arrivo delle forze dell’ordine, la presenza di ordigni inesplosi e la confusione sulla reale portata dell’attacco resero le operazioni lentissime e traumatiche per sopravvissuti, famiglie e soccorritori.
I falsi miti, le indagini e l’eredità di Columbine
Nei giorni e negli anni successivi, attorno a Columbine nacquero molte letture semplificate: il bullismo, la musica, i videogiochi, l’abbigliamento, la presunta appartenenza a gruppi “goth”. Le indagini e gli studi successivi hanno mostrato un quadro più complesso: preparazione dell’attacco, ideazione di un attentato con bombe, rabbia, narcisismo, isolamento e una volontà di ottenere notorietà attraverso la violenza.
Columbine cambiò il modo in cui l’America guardava alle scuole. Entrarono nel dibattito pubblico le procedure di emergenza, la sicurezza degli edifici scolastici, la risposta delle forze dell’ordine e il problema dell’emulazione. Ma dietro il peso simbolico del caso restano soprattutto i nomi delle persone uccise, i sopravvissuti e una comunità segnata per sempre da una mattina di aprile che non avrebbe più smesso di fare paura.