Amnesty accusa l’esercito eritreo di aver ucciso centinaia di civili nel nord dell’Etiopia. I fatti risalirebbero allo scorso novembre.

ADDIS ABEBA – L’Eritrea è accusa del massacro di centinaia di civili in Etiopia.

La denuncia di Amnesty

I soldati eritrei avrebbero assassinato centinaia di civili nel Tigrè, regione a nord dell’Etiopia lo scorso novembre. A denunciare l’eccidio è Amnesty International in un rapporto pubblicato oggi. Nella città di Axum, “le truppe eritree si sono scatenate e hanno ucciso sistematicamente centinaia di civili a sangue freddo, cosa che può costituire un crimine contro l’umanità“, ha detto Deprose Muchena, direttore regionale dell’organizzazione per l’Est e il Sud dell’Africa. Nella regione, negli ultimi anni, si era verificato uno scontro armato con l’élite tigrina.

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Tensioni tra Etiopia e Eritrea

Da mesi si punta il dito contro Asmara. Nello scorso dicembre, infatti, soldati eritrei sarebbero entrati in territorio etiope nella regione ora in mano al governo federale. Il portavoce di Addis Abeba nella regione ha riferito che due diplomatici Onu sono stati colpiti nel tentativo di entrare per visitare un campo di sfollati.

Le prove dell’intervento eritreo, secondo gli Usa, sarebbero supportate da immagini satellitari, intercettazioni telefoniche e testimonianze dalla regione. “Non ci sono più dubbi sul fatto che gli eritrei siano nel Tigrai – ha dichiarato la fonte americana – Ma non lo confermano pubblicamente. Ce ne sono migliaia”.

Il conflitto esploso in Etiopia ha quindi aggravato una situazione già precaria. A fine gennaio si contavano circa 200.000 sfollati interni in Etiopia, e altri 60.000 sfollati in Sudan.


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