Massimo Moratti compie 75 anni: la lettera ai tifosi dell'Inter

Moratti compie 75 anni: la lettera ai tifosi dell’Inter

Massimo Moratti, il settantacinquesimo compleanno con l’Inter nel cuore. Come sempre. La lettera ai tifosi nerazzurri.

In occasione del suo settantacinquesimo compleanno Massimo Moratti, storico presidente dell’Inter, ha voluto inviare una lettera ai tifosi nerazzurri.

La lettera di Moratti ai tifosi dell’Inter in occasione del suo settantacinquesimo compleanno

Non ho mai perso il sonno prima delle partite più importanti ma spesso, quasi sempre, l’Inter è stato l’ultimo mio pensiero prima di addormentarmi. Un pensiero dolce, fatto di fantasie di campo: tratteggiavo nella mente azioni e possibili giocate dei nostri campioni. Ragionamenti da tifoso, rilassanti. Poi, la mattina, si passava alla dimensione più pratica: scelte, decisioni, impegni“, esordisce Massimo Moratti nel lungo e toccante messaggio ai tifosi pubblicato sul sito ufficiale dell’Inter.

Un Presidente tifoso e appassionato

E nonostante fossi consapevole che dai risultati dipendeva anche la felicità di tanti tifosi, non ho mai vissuto il mio ruolo come un peso, come qualcosa di faticoso. È vero, le sconfitte fanno più male di quanto facciano bene le vittorie, perché sono più dure da dimenticare. Però ho sempre guardato avanti con fiducia“, prosegue Moratti.

Il Presidente poi ha voluto rivendicare anche la sua presenza costante al fianco delle squadra, anche allo stadio.

E alle partite ho sempre cercato di esserci: allo stadio non sei solo, in qualche modo puoi cercare di allentare la tensione confrontandoti con gli altri, il contesto aiuta a distrarti un po’ da quello che è il senso della partita. Seguirle da casa, invece, mi ha sempre costretto a sofferenze extra: intanto perché ti dispiace non essere sul posto. E poi perché non hai nessuno con cui condividere, con cui arrabbiarti. Paradossalmente, arrivavo persino a prendermela con il presidente, quando le cose non andavano bene, come avrebbe fatto un qualsiasi tifoso appassionato, pur sapendo benissimo che il presidente ero io”.

Massimo Moratti
fonte foto https://twitter.com/Inter

I successi dell’Inter di Moratti

Moratti ha poi ripercorso le imprese storiche della sua Inter.

“Kiev e Londra sono state due tappe fondamentali di quella cavalcata. In Ucraina non andai. Avevamo di fronte quel Shevchenko che ci aveva sempre dato parecchio fastidio. Era importante non commettere gli errori del passato: a Kiev avevamo già lasciato una qualificazione qualche anno prima. Il finale di quella partita resta memorabile, con lo zampino di Diego Milito in entrambi i gol. Bravo, quel ragazzo… Con il Chelsea, invece, è stata la vera prova di maturità”.

“Dieci anni fa, oggi, viaggiavo verso Siena carico di speranza. Come i nostri tifosi. Sapevo che sarebbe stata una battaglia, su un campo piccolo, in uno stadio che conoscevamo bene. È stato un bel compleanno, non c’è che dire: sofferto, ma entusiasmante. E c’era ancora da mettere l’ultimo mattone, quello di Madrid”, prosegue Moratti continuando a sfogliare l’album immaginario dei ricordi“.

ultimo aggiornamento: 16-05-2020

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