Guerra in Ucraina, Mattarella: “Guerra scellerata” 

Guerra in Ucraina, Mattarella: “Guerra scellerata” 

In occasione dell’apertura del meeting annuale di Comunione e Liberazione Mattarella ha parlato della piaga della guerra.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato del conflitto tra Russia e Ucraina. Queste le parole del Quirinale al meeting di Cl: “Il senso di giustizia non tollera regressione di fronte all’aumento della povertà. La pace è una sfida per tutti noi ed è tempo di ecologia integrale”. 

Il comizio del presidente della Repubblica si è tenuto in occasione dell’apertura del meeting annuale di Comunione e Liberazione. Durante il suo discorso, Sergio Mattarella ha ritenuto necessario sensibilizzare “più che mai il tema della dignità della persona“. E ancora “della sua difesa, della salvaguardia della sua libertà e della sua integrità, è al centro della sfida che si pone all’uomo contemporaneo”. 

E continua: “A poca distanza da noi, nel cuore dell’Europa, si combatte una guerra scellerata, provocata dall’aggressione della Federazione Russa all’Ucraina. L’Europa è risorta dal nazifascismo proprio abiurando alla volontà di potenza e alla guerra che ne è diretta conseguenza. Ai totalitarismi, alle ideologie imperniate sulla supremazia sia etnico-nazionale sia ideologica. Questa guerra di invasione, con i lutti, le distruzioni, gli odi che continua a generare, scuote l’intera umanità nei suoi valori fondativi e l’Europa nella sua stessa identità”. 

Per il presidente la pace è alla base della democrazia

Il punto cardine del discorso di Mattarella è la pace, “come orizzonte la convivenza democratica. La cooperazione tra i popoli, l’equità sociale, il rispetto di ogni persona nella sua libertà, nei suoi diritti, nelle sue diversità. Un’aspirazione, una speranza, un dovere che nasce dalla coscienza e dal desiderio più profondo dei singoli e delle comunità.” Spiega che si tratta di “un’impresa che sfida tutti noi. Ci sfida sul terreno della tutela di ogni persona, come nel caso del contrasto alla pandemia, a partire da chi è più debole e in difficoltà.”