La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha parlato delle responsabilità del Governo legate alla crisi idrica.

La crisi idrica è un evento estremamente problematico per l’Italia. L’emergenza siccità ha causato questo fenomeno difficile da gestire per il Governo italiano, e la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha voluto mettere le cose in chiaro: la crisi idrica attuale è anche colpa del Governo. Queste le parole accusatorie della leader di FdI.

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Le dichiarazioni della presidente di Fratelli d’Italia

Chiamiamo i problemi per nome: la distribuzione italiana fa ‘acqua da tutte le parti’ con un tasso di perdita di circa il 40 per cento, sia per l’uso potabile che per quello irriguo. È fondamentale, quindi, che nelle prossime settimane il governo passi dalle parole ai fatti per sbloccare rapidamente le risorse economiche. Rispetto ai 6,5 miliardi di euro di interventi stanziati per il settore idrico tra Pnrr e fondi per le politiche di coesione risultano impegnati, con bandi di gara già affidati, solo 275 milioni di euro: di questi appena 30 sono stati già spesi, con il rischio che buona parte delle risorse previste vengano disimpegnate tra il 2022 e il 2023

Occorre attuare urgentemente le procedure istruttorie e approvative per migliorare la rete di distribuzione, attraverso un ‘piano invasi’ a livello territoriale, così come occorre investire sull’evoluzione tecnologica del doppio invaso e del pompaggio idroelettrico in modo da ottimizzare l’uso della risorsa idrica per produrre energia”, afferma Meloni. “Ma c’è anche un’altra tecnologia che ha fatto passi da gigante negli ultimi anni e che dovrebbe essere maggiormente sviluppata in Italia: la desalinizzazione del mare, anche per produrre acqua potabile.

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

La leader di FdI ha concluso il suo intervento nel seguente modo: Il riscaldamento globale, le caratteristiche morfologiche della nostra penisola e le buone prassi osservate in tante nazioni ci impongono di puntare forte su questa tecnologia. Purtroppo il governo sembra di tutt’altro avviso. Nella cosiddetta ‘legge salva mare’, ha persino posto una serie di ostacoli burocratici che rendono ancora più lungo e tortuoso l’iter autorizzativo per i dissalatori. Un autogol senza alcuna ragione ambientalista, né logica di sviluppo. Oggi abbiamo bisogno di far partire tutto e velocemente e di operare vere semplificazioni normative e burocratiche”.

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ultimo aggiornamento: 11-07-2022


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