Meningite in Statale a MIlano

Due vittime in quattro mesi. E le vaccinazioni salgono a 500

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È stato il meningococco di tipo C, il più diffuso in Italia, a uccidere le due studentesse della facoltà di Chimica della Statale di Milano, Alessandra Covezzi e Flavia Roncalli, il primo caso a luglio, il secondo a fine novembre. I due casi ravvicinati hanno fatto scattare l’allarme nell’ateneo milanese e ora è stato disposto un piano di vaccinazioni per 140 persone che erano venute in contatto con l’ultima vittima.

Vaccini arma contro la meningite, gli antibiotici per le emergenze

Evitarla e’ possibile grazie ai vaccini e gli antibiotici servono per i casi di emergenza.
I BATTERI: i batteri che provocano la meningite sono il meningococco, il pneumococco e l’emofilo. Albergano nelle alte vie respiratorie (naso e gola), spesso di portatori sani e asintomatici. La presenza non e’ in se’ indice di malattia e la trasmissione avviene da persona a persona attraverso secrezioni respiratorie, ma questi batteri fuori dell’organismo sopravvivono solo per pochi minuti.
I SINTOMI: sono inizialmente difficili da riconoscere e per questo spesso la diagnosi arriva tardi. Nelle prime 10 ore compare febbre e stato simil influenzale. Successivamente il mal di testa diventa forte, compare rigidita’ muscolare e la febbre diventa alta. Dopo circa 20 ore si presentano sintomi gravi come perdita di conoscenza, convulsioni, macchie sul corpo.
LE ETA’ PIU’ A RISCHIO: le età più a rischio di contrarre l’infiammazione della membrana che riveste cervello e midollo (meninge), sono quelle relative a bimbi piccoli e giovani under 25, per via delle maggiori situazioni di socializzazione che favoriscono il contagio.
LA PROGNOSI: in genere e’ complicata, soprattutto tra i neonati. Nel 10% dei casi la malattia e’ rapida e acuta, e porta al decesso in poche ore. Solo il 50-60% guarisce completamente, mentre il 30% sopravvive riportando conseguenze gravi, tali ad esempio da rendere necessarie protesi acustiche o degli arti.
Possono riportarsi cicatrici invalidanti e problemi alla vista.
L’INCUBAZIONE E PROFILASSI CON GLI ANTIBIOTICI: dura 10 giorni, nell’ambito di questo periodo si puo’ fare la profilassi, ovvero una terapia antibiotica specifica: piu’ e’ precoce, maggiori le probabilita’ che la malattia guarisca. La contagiosita’ e’ comunque bassa, e i casi secondari sono rari anche se possono dare origine a focolai epidemici.
VACCINI: evitare la malattia e’ possibile grazie ai vaccini, disponibili per adulti, anziani e bambini. Ci si puo’ vaccinare contro meningite da Haemophilus influenzae di tipo B, per le forme causate dallo pneumococco e dai ceppi A, B, C, Y, W 135 del meningococco. Tra questi ceppi quello piu’ diffuso e’ il B.