Migrante ucciso a Tripoli dopo lo sbarco: la denuncia dell'Oim

Migrante ucciso a Tripoli dopo lo sbarco: la denuncia dell’Oim

Migrante ucciso a Tripoli dopo lo sbarco. Il ragazzo originario del Sudan è stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco allo stomaco.

TRIPOLI (LIBIA) – Migrante ucciso a Tripoli subito dopo lo sbarco. La tragedia è avvenuta ieri (giovedì 19 settembre 2019) nel porto della capitale libica con il ragazzo sudanese raggiunto da un colpo di arma da fuoco allo stomaco. Secondo quanto raccontato dall’Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni) il giovane si sarebbe opposto al trasferimento in un centro di detenzione.

L’uso di armi da fuoco contro civili inermi – denuncia l’organizzazione attraverso il suo portavoce – è inaccettabile in ogni circostanza“.

Migrante ucciso a Tripoli

Il migrante ucciso faceva parte di un gruppo di 103 persone che sono stati soccorsi in acque libiche e poi portati dalla Guardia Costiera a Tripoli. Ma i rifugiati si sono rifiutati di essere trasferiti nei centri di detenzione. La vittima ha tentato la fuga ma il gruppo militare ha reagito aprendo il fuoco contro il giovane di origine sudanesi.

Uno dei proiettili lo ha colpito allo stomaco. Inutili i tentativi di soccorso per il profugo. I medici dell’Oim, presenti a questo sbarco, non hanno potuto fare altro che constatare la morte del sudanese. Una tragedia – fa sapere l’organizzazione – avvenuta per le condizioni disumane dei centri di detenzione.

Migranti Francia
fonte foto https://twitter.com/MdM_France

Migranti, non si fermano gli sbarchi a Tripoli

Sbarchi continui a Tripoli. Negli ultimi cinque giorni la Guardia Costiera ha riportato a terra quasi 500 persone. Migranti che poi vengono accompagnati nei centri di detenzione. “Una prigionia in condizioni disumane – ricorda l’Oim – e la morte del migrante sudanese deve essere un severo promemoria delle gravi condizioni in cui si trovano i migranti raccolti dalla Guardia Costiera libica. Loro pagano i trafficanti per essere portati in Europa e poi si ritrovano nei centri di detenzioni“.

Un bilancio dei prigionieri molto elevato. Cinquemila le persone detenute in Libia e oltre tremila quelle nelle aree di conflitto tra Haftar e le forze governative.

fonte foto copertina https://twitter.com/MdM_France

ultimo aggiornamento: 20-09-2019

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