Migranti aggrediti a Foggia mentre andavano a lavoro

Foggia, migranti aggrediti mentre andavano a lavoro

Due migranti sono stati aggrediti a Foggia mentre andavano a lavoro. Alcuni braccianti per protesta hanno occupato la cattedrale di Bari.

FOGGIA – Momenti di paura e tensione in Puglia. Nei giorni scorsi due migranti sono stati aggrediti a Foggia mentre andavano a lavoro. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i rifugiati erano in sella alla loro bicicletta quando sono stati affiancati da una vettura con a bordo dei ragazzi e a quel punto è partita la sassaiola.

I profughi hanno denunciato la vicenda con i carabinieri che sono alla ricerca degli aggressori. “Non sono andato al lavoro – afferma uno degli aggrediti – perché ho paura di incontrare ancora quei ragazzi“. In loro sostegno la Flai Cgil locale che in una nota ha specificato: “Appare evidente il clima d’odio che è stato fomentato da azioni di forze politiche. L’unico impegno concreto è cercare di aiutare i cittadini che vivono in difficoltà quasi ogni giorno ed evitare di addossare qualsiasi responsabilità alla presenza di persone extracomunitarie“.

Carabinieri macchina
Carabinieri macchina

Braccianti in protesta a Bari, occupata la chiesa di San Nicola

Nella giornata odierna (16 luglio 2019 n.d.r.), invece, un gruppo di braccianti ha occupato la Basilica di Bari. La protesta – organizzata dal Coordinamento lavoratori agricoli USB Foggia – si “inserisce nel più ampio percorso di lotta dei braccianti che vivo nei ghetti del territorio foggiano“.

Nel comunicato si specifica come questa “è una battaglia contro l’indifferenza della Regione Puglia e del Governo che cerca di trasformare una questione sociale in una questione di pubblica sicurezza. Nelle campagne del Foggiano si continua con l’attacco delle baracche, per radere al suolo i campi dei braccianti senza una soluzione alternativa“.

I migranti hanno chiesto un incontro all’arcivescovo perché da troppo tempo si richiedono dei tavoli ma non c’è stata nessuna risposta. “Per questo motivo – conclude il comunicato – siamo costretti a compiere azioni simboliche con l’auspicio di poter incontrare le autorità ecclesiastiche della città capoluogo“.

ultimo aggiornamento: 16-07-2019

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