Le parole della politica utilizzate dal governo Meloni sono sempre più discutibili. L’utilizzo di “carico residuale” riferito ai migranti solleva critiche.

Il ministro dell’Interno Piantedosi ha deciso di far sbarcare nel porto di Catania solo i migranti fragili, donne e bambini. Mentre le persone escluse da queste categorie restano a bordo delle navi Ong. La decisione è stata criticata dalle opposizioni per un approccio che penalizza le persone, i profughi in cerca di un porto sicuro e viene meno anche agli accordi internazionali.

Ma la strategia del governo Meloni è quella di non abbassare la testa e mostrare all’Europa che deve farsi carico di questa situazione e non lasciarla solo nelle mani dell’Italia. Le opposizioni hanno chiesto che il governo riferisca in Parlamento riguardo questa faccenda. Le critiche arrivano anche per l’utilizzo di un linguaggio poco consono, ovvero termini come “sbarco selettivo” e soprattutto “carico residuale”. “Linguaggio inaccettabile per scelte ancor più inaccettabili, contrarie ai principi di umanità e alle regole internazionali”, ha detto il segretario del Pd Letta.

Matteo Piantedosi
Matteo Piantedosi

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Tra parole discutibili e provvedimenti discutibili

Il termine “carico residuale” è stato usato da Piantedosi per riferirsi ai 35 migranti rimasti sulla Humanity 1, ovvero quelli che non rientravano nelle categorie che li consentiva di scendere in porto perché in buona salute. Ma il termine ha infastidito molti mentre Fratelli d’Italia prova a spiegare che “carico” è utilizzato anche all’interno del testo della Convenzione Onu sui diritti del Mare. La differenza è che lì quel termine viene utilizzato come verbo non come sostantivo.

“Il carico o lo scarico di materiali, valuta o persone in violazione delle leggi e dei regolamenti doganali, fiscali, sanitari o di immigrazione vigenti nello Stato costiero” si legge nell’articolo della Convenzione. Ovvero il caricare e lo scaricare. Un concetto diverso è riferirsi a un gruppo di persone come “carico” in quanto sostantivo.

L’altra definizione che ha fatto discutere è stata “sbarco selettivo” utilizzato sempre dal ministro Piantedosi e da Salvini. La selezione viene fatta sulle condizioni di salute psico-fisica dei migranti dando la possibilità di sbarcare solo a persone in cattive condizioni e quindi fragili per consentire l’accesso al soccorso umanitario. “Lo sbarco selettivo e parziale, come quello proposto dalle autorità italiane, non è da considerarsi legale secondo le convenzioni di diritto marittimo”, ha affermato Medici Senza Frontiere.

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ultimo aggiornamento: 08-11-2022


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