Migranti, naufragio davanti all’isola di Lesbo

Nuovo naufragio di migranti. Un’imbarcazione è affondata davanti all’isola greca di Lesbo. Ci sono delle vittime.

LESBO (GRECIA) – Il numero delle vittime in mare continua ad aumentare in maniera inesorabile. Un nuovo naufragio di migranti è stato registrato davanti all’isola di Lesbo. Secondo quanto riferito dalle autorità locali, almeno sei sarebbero i morti mentre 57 le persone tratte in salvo.

Sono in corso le verifiche per capire se ci sono dispersi ma al momento non si hanno delle certezze. Le indagini proseguiranno nelle prossime ore per cercare di capire meglio l’origine di questa partenza.

Migranti, nuovo sbarco nell’Agrigentino: i profughi sono scomparsi nel nulla

Non si fermano gli sbarchi in Italia. Nella giornata di ieri (10 giugno 209 n.d.r.) un’imbarcazione di legno è stata trovata in provincia di Agrigento. Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, il mezzo dovrebbe appartenere ad alcuni migranti che sono arrivati in Italia e poi sono scomparsi nel nulla.

Dovrebbero quattro o cinque le persone protagoniste di questa traversata anche se i dubbi restano viste le dimensioni molto grandi dell’imbarcazione che fanno pensare ad una trentina di migranti sbarcati nel nostro Paese. Ma di loro nessuna traccia, visto che dovrebbero essere fuggiti subito dopo.

Migranti
fonte foto https://www.facebook.com/marco.todarello.18

Migranti, l’emergenza continua

Non si ferma l’emergenza migranti. La situazione nel Mediterraneo continua ad essere molto critica con diverse le partenze che sono state registrate negli ultimi tempi. Gli sbarchi, in Italia e non solo, sono aumentati nel giro di poche ore con la situazione che continua ad essere in evoluzione.

Nel weekend appena trascorso sono arrivati nel nostro Paese circa 350 persone ma non è escluso che nelle prossime ore si possano registrare altri sbarchi. Le ONG monitorano la situazione dall’alto visto che non è arrivato il via libera da parte delle rispettive nazioni per ritornare nel Mediterraneo a salvare vite umane.

Di seguito il post di Alarm Phone sulla vicenda

ultimo aggiornamento: 11-06-2019

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