Milan-Atalanta, Gattuso in conferenza stampa: “Va allenata la mentalità”

La conferenza stampa di Gennaro Gattuso alla vigilia di Milan-Atalanta.

Vigilia di match anche in casa Milan. I rossoneri di Gattuso proveranno a uscire dalla crisi contro l’Atalanta di Gasperini. Intervenuto in conferenza stampa, Gattuso ha provato a caricare l’ambiente. Queste le sue parole: “Siamo stati insieme più di qualche ora, è stato bello vedere le famiglie, le mogli dei giocatori. Abbiamo fatto anche una cena tra di noi. Abbiamo lavorato, siamo stati di più in campo. Il problema di questa squadra non è come lavora, ma avevamo bisogno del veleno, che qualcuno desse qualcosa in più. C’è l’esperienza delle persone più grandi, con una parola o una chiacchiera in più, correggere qualche posizione in campo. Alla prima difficoltà la squadra scompare, si vede dai filmati, dall’andamento delle partite. L’Atalanta? È una squadra che vola, vengono sempre in avanti, più va avanti la partita più crescono. Fanno l’Europa League, vedendo loro e vedendo noi sia la velocità che la cattiveria sono molto diverse“.

Milan-Atalanta, la conferenza stampa di Gattuso

Il tecnico rossonero ha quindi proseguito tornando sulla sfida di Verona: “Non ero soddisfatto perché ogni volta che diamo campo agli avversari diamo la sensazione di subire gol. Come cominciamo ad allungarci vengono fuori tutte le nostre pecche. Va allenata la mentalità, il lavoro e la condizione fisica non bastano, dobbiamo migliorare. Ho la sensazione che in alcune situazioni la squadra non percepisca il pericolo. È un aspetto da migliorare, altrimenti si rischiano figuracce come già successo e la responsabilità è tutta mia. Il ritiro? Sono state scritte tante falsità, non c’è stato un giocatore che si è ribellato. Se qualcuno si ribellava eravate i primi a saperlo. Un passo indietro da parte mia? Non ci ho mai pensato, sono stato in sede per parlare del ritiro. Per me è una grandissima occasione, sapevo quando ho accettato che c’erano delle difficoltà. Sapevo che c’è da lavorare, ho grandissime responsabilità. Abbiamo 300/400 milioni di tifosi nel mondo. Il ritiro non è punitivo“.

Gattuso su Bonucci e Berlusconi

L’ex centrocampista ha quindi commentato le dichiarazioni di Berlusconi: “Non c’è nulla di nuovo, ci ho parlato un’ora quando sono diventato allenatore. Lo sa anche mio figlio che il presidente ama i due centravanti e la mezza punta, ma in questo momento io devo valutare le caratteristiche dei miei giocatori. Bonucci? È sempre il primo a mettere la faccia di fronte ai problemi, non si tira indietro, è un esempio per tutti gli altri, parlo ogni giorno con lui. Nessuno mi ha detto che tra un po’ non ci vedremo più. Ad oggi è uno dei giocatori che fa di tutto per risolvere i problemi, si assume le responsabilità. Tutti lo seguono, è importantissimo. Non vedo nulla di strano che un giocatore del Milan vada a giocare con due ex compagni di squadra. Fa un po’ di rumore dopo una sconfitta, ma non ci vedo nulla di strano. La vittoria di Verona poteva farci cambiare la stagione, avevo grandissime sensazioni, ho visto una squadra incoraggiarsi nello spogliatoio, cosa che non avevo visto nelle altre partite. Vedevo i ragazzi crederci, poi è venuto un risultato bruttissimo, ma vedo i ragazzi che fanno di tutto per poter migliorare sia a livello personale che di squadra. Nel gioco del calcio ci sta che uno sbagli, si deprimono molto facilmente”.

I dialoghi tra Gattuso e la dirigenza

Una delle critiche spesso mosse a questo Milan è l’assenza della società. Gattuso: “Quando parlo con Fassone, con Mirabelli e Han Li, ci chiediamo cosa possiamo fare per far esprimere questa squadra. Non è vero che la società non è presente. Parliamo di numeri, di video, discutiamo anche di quello, non solo cosa pensa la mia testa e quella dei dirigenti. Cosa serve a questo Milan? Non basta la vittoria, venivamo da due vittorie. I giocatori con più esperienza dicono una parola in più, un’arrabbiatura in più, una faccia incazzata in più. Il sottoscritto ancora più incazzato. Se rimaniamo con questo spirito e con questa mentalità ne vinci una o due, poi ci ricaschi sempre. Non possiamo permetterci di pensare al nostro orticello, non sarà bello da vedere ma serve compattezza. Manca questo. Oggi il problema sono io che non sono ancora riuscito a trasmetterlo. Questo lo dico anche ai giocatori, sono onesto. Posso piacere o no, ma in questo momento manca questo, questa squadra può fare di più e ne sono convinto“.

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ultimo aggiornamento: 22-12-2017

Mauro Abbate

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