Stasera, ore 20:45, Milan-Fiorentina sarà anche la sfida che sancisce il ritorno a San Siro dell’ex allenatore rossonero Vincenzo Montella

Milan-Fiorentina, per i tifosi rossoneri, sarà anche un tuffo nel recente passato. Per la prima volta dal burrascoso addio del novembre 2017, infatti, Vincenzo Montella tornerà a San Siro sedendosi su una panchina avversaria. Quello che avrebbe dovuto essere il tecnico su cui l’ormai ex proprietà cinese voleva fondare le sue velleità di rinascita è stato fatto velocemente fuori, tentando poi uno sfortunato rilancio a Siviglia. Adesso, con la nuova Fiorentina di Rocco Commisso, l’Aeroplanino proverà a fare lo sgambetto a un Diavolo ferito.

Milan-Fiorentina, sfida a distanza Montella-Giampaolo

Proprio il confronto in panchina – si legge sulla Gazzetta dello Sport di oggi – non permette di voltarsi indietro: Montella deve vincere per dare seguito al successo con la Samp ottenuto al quattordicesimo tentativo. Giampaolo è reduce da due sconfitte consecutive, 3 in 5 partite, e i tre punti sono una necessità. Due allenatori che hanno visto rinnovata la fiducia dei club nonostante un avvio lento“.

Sembrano così lontanissimi i tempi in cui Giampaolo esaltava la Sampdoria, e Montella alzava la Supercoppa Italiana consegnando al Milan l’ultimo trofeo della sua storia. Era “solo” il 23 dicembre 2016, nemmeno tre anni fa. Se oggi il Milan cerca di ritrovare la Champions, con Montella era tornato in Europa League dopo tre anni fuori dal giro delle coppe internazionali. Il principale incasso che il Milan ha realizzato quest’estate lo ha fatto con Cutrone, lanciato dall’ex allenatore, e se ha un “fuoriclasse” come Giampaolo ha definito Suso, è perché Montella si oppose alla cessione“.

Andrea Conti Boban Marco Giampaolo Milan Verona-Milan
Marco Giampaolo

“Montella chiedeva la pazienza che il Milan non ha”

La squadra che il primo Milan cinese gli consegnò nell’estate 2017 era invece ricchissima: oltre 220 milioni spesi non portarono a una partenza sprint. Sette vittorie, 5 sconfitte e 2 pareggi, l’ultimo dei quali – uno 0 a 0 – gli costò il posto. Nel frattempo si erano compromessi i rapporti con il d.s. Mirabelli e con Bacca – che Montella non riteneva adatto al suo gioco – e non era più così schietto quello con capitan Bonucci. Poi il solito equivoco del tempo: con tanti nuovi giocatori – conclude la Rosea nell’articolo apparso oggi Montella chiedeva la pazienza che il Milan non ha. Oggi lo sa anche Giampaolo“.

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ultimo aggiornamento: 29-09-2019


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