Milan-Lazio, Leonardo: “I cori li hanno sentiti tutti, perché la gara non è stata interrotta?”

Il dg rossonero, Leonardo, è tornato su Milan-Lazio circa i cori razzisti nei confronti di Bakayoko e Kessié. E tuona contro gli organi politici…

Milan-Lazio sul campo ha dato un esito inequivocabile, con la vittoria dei biancocelesti che si sono qualificati alla finale di Coppa Italia. Sugli spalti, tuttavia, la curva laziale ha bersagliato per tutta la gara Bakayoko e Kessié con pesanti cori e ululati razzisti.

I rossoneri non ci stanno

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il dg Leonardo ha stigmatizzato quanto accaduto mercoledì sera, in particolare la non decisione di interrompere la gara: “C’erano almeno mille motivi per interrompere quella partita. Con le nuove norme, non doveva neppure attendere il secondo o il terzo coro, gli bastava il primo per richiamare la squadre al centro del campo, far diffondere gli annunci e poi, in caso di altri cori, sospendere definitivamente la partita. Invece nulla. Ma i cori razzisti e gli ululati li hanno sentiti tutti. Se sono stati trasmessi due annunci dagli altoparlanti, significa che insulti e cori erano ben udibili da tutti. Eppure Mazzoleni ha tirato dritto, come se fosse stato l’unico a non sentire. Il nostro team manager ha segnalato i cori al quarto uomo. Ma fare pressioni serve fino a un certo punto. Il regolamento riconosce la discrezionalità d’intervento all’arbitro. E’ lui che deve decidere. A noi tutti avevano garantito che sarebbero intervenuti in caso di cori razzisti. Non era una situazione a sorpresa. Mazzoleni aveva già vissuto l’Inter-Napoli di Koulibaly. Eravamo tranquilli. Non eravamo noi a doverci muovere per chiedere la sospensione, anche perché non volevamo che sembrasse un alibi per il risultato. Doveva decidere Mazzoleni. Penso però che gli arbitri dovrebbero essere tutelati e aiutati di più dalle istituzioni per non essere lasciati soli in momenti del genere”.

Franck Kessié (Milan-Lazio) Bakayoko
https://www.facebook.com/ACMilan/photos/pcb.10156071275591937/10156071269586937/?type=3&theater

Frecciata agli organi politici

Poi, Leonardo ha preso di mira Giorgietti e Gravina, i quali avevano immediatamente commentato l’episodio della maglia di Acerbi ma che al momento non si sono espressi sugli insulti a Bakayoko e Kessié: “Prima ancora che si pronunciasse il Giudice Sportivo, con grande tempestività e grande indignazione, Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e Gravina, Presidente della Federcalcio, hanno commentato in modo duro il comportamento dei nostri giocatori e chiesto pubblicamente dei provvedimenti. Prima ancora che si pronunciassero gli organi competenti… Curioso, per non dire grave. No? Ma dopo gli insulti razzisti a Kessié e Bakayoko di mercoledì non ho visto la stessa reattività e la stessa intransigenza. Giorgetti e Gravina, dove sono finiti? Il vice Presidente del Consiglio, Salvini, che se l’è cavata anche lui con un commento molto generico, ha usato la parola ‘vergogna’ solo per il gioco del Milan. E invece bisogna spendere la vergogna per episodi molto più gravi…“.

ultimo aggiornamento: 26-04-2019

X