Milan, Montella e lo scarso feeling con i bomber

Con l’Aeroplanino in panchina gli attaccanti hanno sempre fatto fatica. Da Firenze a Milano, passando per Genova: i numeri inchiodano Montella.

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Può un mister, ex attaccante, mettere in crisi i suoi centravanti? Evidentemente sì. Basta chiedere a Vincenzo Montella, tecnico di un Milan senza un vero punto di riferimento là davanti. L’Aeroplanino ha un passato da super attaccante, ma da allenatore ha spesso e mal volentieri messo in difficoltà (di gioco s’intende) la sue punte. Nikola Kalinic e André Silva sono solo gli ultimi di una lunga lista.

Panchina Milan, Montella sempre in bilico

Nella scorsa stagione, come evidenzia Tuttosport, Carlos Bacca si fermò a 13 gol, dopo aver inciso molto di più l’anno precedente con Sinisa Mihajlovic. Piuttosto indicativa anche l’esperienza alla Sampdoria: 5 reti per Soriano, appena 3 per Eder e Quagliarella. Stessi risultati anche a Firenze, con Ilicic miglior marcatore con 8 gol e Babacar, vero centravanti di quella squadra, fermo a 7. L’attaccante che ha reso di più agli ordini di Montella è Giuseppe Rossi: 16 reti nella stagione 2013-2014.

Ecco perché non deve stupire la situazione attuale. È una costante nella carriera del tecnico campano: con lui al timone i bomber faticano a imporsi. Questione di gioco, di meccanismi, di feeling. Kalinic rimane la prima scelta di Montella, che in campionato ha concesso poche chance ad André Silva (appena 322 minuti giocati). Chissà che non sia proprio il portoghese il goleador tanto agognato.