Milan, le sanzioni dell’UEFA impongono un cambio di rotta: in primavera sarà fatta luce sul cammino dei rossoneri ma i rischi sono concreti.

Incassato il No dell’UEFA sul voluntary agreement (il comunicato ufficiale dell’UEFA), il Milan vede ora concretizzarsi all’orizzonte i rischi delle sanzioni economiche e del mercato vincolato in vista delle prossime sessioni, fattori che mettono a rischio la stabilità del progetto rossonero affidato a Marco Fassone.

Milan, le sanzioni dell’UEFA sono un rischio concreto

Ma esattamente cosa rischia il Milan? Con la sottoscrizione del settlement agreement, ossia del patteggiamento, il club di via Aldo Rossi rischia una multa, l’imposizione di specifici obiettivi di bilancio e la restrizione del calciomercato per arrivare a un perfetto equilibrio economico nel saldo tra acquisti e cessioni. Possibile anche l’abbassamento del tetto salariale e dunque la possibile necessità di vendere i giocatori che più gravano sull’economia del club, a meno che questi non accettino un sostanzioso abbassamento di stipendio. Quasi impossibile invece l’esclusione dalla coppe, scenario che potrebbe verificarsi solo nel caso in cui il Milan non dovesse rispettare gli altri accordi.

Sanzioni UEFA, il cauto ottimismo del Milan

Il Milan, nella persona di Marco Fassone, ha mostrato comunque un cauto ottimismo anche dopo il comunicato dell’UEFA: “Una decisione che era abbastanza attesa. La UEFA ci aveva chiesto due cose impossibile da fare – ha rivelato con un po’ di rammarico l’ad rossonero. La prima il rifinanziamento del debito con Elliott, previsto il prossimo ottobre, e la seconda di fornire garanzie sufficienti sulla capacità della proprietà di finanziare il club, con un deposito di una cifra molto importante“.

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ultimo aggiornamento: 16-12-2017


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